Competenze digitali: per la prima volta l’Italia firma e adotta una Strategia Nazionale


La firma del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione dota l’Italia di una strategia globale per le digital skills, realizzata nell’ambito dell’iniziativa Repubblica Digitale, di cui il WMF è membro. Uno strumento fondamentale per strutturare un concreto piano operativo per il presente e per il futuro.

di Mirko Malgieri

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Professioni digitali

Fino ad oggi, nessuna strategia era mai stata formalizzata, a livello sistemico e istituzionale, per incentivare i processi di crescita e di trasformazione digitale dell’Italia.

Per questo la firma da parte del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano, del decreto di adozione di una Strategia Nazionale per le competenze digitali rappresenta non solo un atto che non ha precedenti, ma anche un primo confortante passo verso una presa di posizione istituzionale rispetto a quei settori sui quali, ad oggi, è necessario fare leva per tutelare una crescita economica e sociale interna così come, allo stesso tempo, la competitività nazionale all’estero.

Due aspetti, questi, che attualmente descrivono uno scenario grigio per il nostro paese: i dati sullo sviluppo in ottica digitale dell'economia e della società indicano come l'Italia sia di fatto caratterizzata da una significativa carenza di competenze digitali tra la popolazione.
I dati Eurostat evidenziano che solo il 42% degli italiani - tra i 16 e i 74 anni - possiede competenze digitali di livello base, contro una media UE del 58%: questo significa che 26 milioni di italiani non hanno le competenze adeguate per esercitare appieno i propri diritti di cittadinanza. Queste percentuali hanno un impatto rilevante sulla conoscenza e sull’utilizzo dei servizi digitali, basti pensare che l’Italia è agli ultimi posti tra i Paesi Europei per l’uso di Internet, con il 17% delle persone di età compresa tra 16 e 74 anni che non ha mai navigato in rete (quasi il doppio della media UE, pari al 9%). Un gap, questo, che si riscontra anche a livello accademico e professionale: solo l'1% dei laureati italiani possiede un titolo in ambito ICT (peggior posizione nell'Unione Europea), mentre la percentuale di specialisti ICT occupati – 3,6% dell'occupazione totale – nonostante l’aumento degli ultimi anni risulta parecchio al di sotto della media continentale del 4,2%.

La Strategia Nazionale per le Competenze Digitali: linee guida e assi di intervento

Intervenire in maniera organica e incisiva su queste statistiche e ridurre il gap con gli altri Paesi europei sono dunque i principali obiettivi della Strategia Nazionale per le Competenze Digitali.

Elaborata nell’ambito dell’iniziativa Repubblica Digitale - di cui il WMF è membro ufficiale - la Strategia in questione è il risultato di un approccio condiviso dagli oltre 130 aderenti alla Coalizione (enti pubblici e privati, università e istituti di ricerca, imprese e associazioni) e coordinato dal Comitato Tecnico Guida di Repubblica Digitale e dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale.

In particolare, sono quattro gli assi di intervento individuati, ognuno dei quali è affidato a un Ministero di riferimento che si occuperà del monitoraggio degli indicatori di performance, del coordinamento delle singole iniziative da realizzare e del perseguimento degli obiettivi posti dalla Strategia:

  • Istruzione e Formazione Superiore - con la finalità di sviluppare le digital skills all’interno dei cicli d’istruzione per i giovani, con il coordinamento del Ministero dell’Istruzione e del Ministero dell’Università e della Ricerca.

  • Forza lavoro attiva - per garantire competenze digitali adeguate sia nel settore privato che nel settore pubblico, incluse le competenze per l’e-leadership, con il coordinamento del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministro per la Pubblica Amministrazione.

  • Competenze specialistiche ICT - per potenziare la capacità dell’Italia di sviluppare competenze - legate soprattutto alle tecnologie emergenti - adatte a nuovi mercati e nuovi sbocchi occupazionali, con il coordinamento del Ministero dell’Università e Ricerca e del Ministero dello Sviluppo Economico.

  • Cittadini - per sviluppare competenze digitali di base, necessarie a esercitare i diritti di cittadinanza e la partecipazione consapevole alla vita democratica, con il coordinamento del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione (MID).

Al fine di monitorare i progressi e di valutare l’efficacia della Strategia, inoltre, viene predisposto un vero e proprio Piano Operativo corredato da una serie di indicatori di performance inseriti nel Digital Economy and Society Index (DESI) della Commissione Europea e dai Digital Maturity Indexes (DMI) elaborati dall’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano. 

All’interno della Strategia, questi ultimi vengono distinti in “fattori abilitanti”, cioè gli elementi e le competenze che permettono la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori all’economia e alla società digitale e in “risultati da ottenere”, deputati a misurare l’efficacia dei primi e gli interventi da pianificare all’interno del Piano Operativo.

La figura seguente mostra l’iter di lavoro della Strategia suddiviso per ogni asse di intervento.

 


I risultati di cui sopra, dovranno essere perseguiti non solo per ridurre, entro il 2025, il divario tra l’Italia e gli altri Paesi UE, ma anche con l’idea di raggiungere una tra le prime tre posizioni rispetto ai Paesi (dell’UE e non) più simili al nostro per caratteristiche sociali, economiche e demografiche, come Germania, Francia, Spagna, Polonia e Regno Unito.
 

Le iniziative sul gap digitale-culturale e le attività del WMF 

All’interno della Strategia, in particolare, tra le iniziative curate dal MID per il superamento del divario digitale-culturale figurano il progetto Servizio Civile Digitale - promosso con il Ministro per le politiche giovanili e lo Sport - con lo scopo di rafforzare il ruolo dei giovani come facilitatori digitali e favorire l’inclusione digitale della popolazione, una collaborazione con la Rai per diffondere attraverso la TV contenuti utili per tutti i cittadini e la realizzazione di una palestra digitale, un sito web contenente una guida e degli strumenti per valutare le proprie digital skills.

Attività, queste, affini in tutto e per tutto con le iniziative che il Festival da anni dedica alle crescita delle Digital Skills su scala nazionale, alle Professioni Digitali e alla loro situazione occupazionale: il Digital Job Placement, il servizio di recruitment gratuito attivo dal 2015 e il Digital Skills Assessment, il primo Assessment nazionale sulle Competenze Digitali ideato dal WMF per fare il punto sulle digital skills in Italia e per consentire a tutti coloro che lavorano in ambito digital di misurare il proprio livello di conoscenza, così da orientare al meglio il proprio aggiornamento professionale e la formazione futura.

A queste si aggiungono il WMF Lab per avvicinare giovani e studenti universitari al mondo del lavoro e delle professioni digitali, Insegnanti e Digitale per la formazione gratuita dei docenti su temi e strumenti della didattica a distanza e altre iniziative gratuite che Search On Media Group - l’azienda realizzatrice del WMF - da oltre 10 anni dedica alla formazione digitale di imprese e cittadini, come La Settimana della Formazione Digitale.

Durante l’edizione del WMF in programma il 19, 20 e 21 novembre 2020 a Rimini e Online, inoltre, sarà possibile partecipare alla Digital Job Fair, la prima fiera dedicata alle professioni e alle competenze digitali che verrà realizzata all’interno del Festival e che attraverso numerosi eventi ed iniziative - come la Sala formativa HR, il Business Matching e lo Speed Meeting - si unirà alle attività della nuova Strategia Nazionale per favorire la crescita sociale, occupazionale e digitale del sistema Italia.

 

Fonti:

https://innovazione.gov.it/strategia-nazionale-per-le-competenze-digitali/
https://innovazione.gov.it/assets/docs/DTD-1277-A-ALL1.pdf
https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/competenze-digitali-adesso-litalia-ha-la-sua-strategia-nazionale/


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