L'innovazione tecnologica nell'agricoltura: la startup Elaisian si racconta


Finalista della Startup Competition 2018, Elaisian si sta lanciando sul mercato e ha già raccolto risultati importantissimi. I suoi fondatori sono stati inseriti da Forbes tra i "Top 100 Under 30 del 2020" italiani. Abbiamo intervistato Damiano Angelici, uno dei due founder.

di Simone Di Sabatino

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Innovazione digitale

Elaisian è il primo servizio di agricoltura di precisione verticale nell'olivicoltura e, da qualche tempo, anche nella vitivinicoltura. Grazie ad un sistema di algoritmi, basato su un database di studi agronomici, riesce a prevenire malattie delle piante ed ottimizzare processi di coltivazione come irrigazione e concimazione. L’obiettivo è quello di migliorare la vita dell’ulivo e il lavoro del produttore. Elaisian è stata tra le 6 finaliste della Startup Competition 2018 del WMF e, di recente, i suoi soci fondatori,  Damiano Angelici e Giovanni Di Mambro, sono stati inseriti da Forbes tra i "Top 100 Under 30 del 2020" italiani, ovvero tra i giovani più influenti del nostro Paese all’interno del settore “Manifacturing & Industry”.
Abbiamo incontrato nuovamente Damiano Angelici con il quale abbiamo fatto due chiacchiere sulle evoluzione della startup.


Ciao Damiano, come vanno le cose con Elaisian a un anno e mezzo dalla partecipazione alla Startup Competition del WMF?
Piuttosto bene direi, considerando che nel 2018 eravamo da poco entrati nel mercato. Prima di allora infatti abbiamo creato il prodotto, poi siamo partiti con la fase di test, successivamente l’abbiamo immesso nel mercato, precisamente alla fine del primo trimestre del 2018. Quando siamo stati al WMF (3 mesi dopo l’arrivo sul mercato, ndr) avevamo 50 aziende attive sul nostro sistema.
A livello di business abbiamo esteso il prodotto in Italia, poi in altri 5 Paesi nel mondo. Ad oggi considera che abbiamo all’attivo 200-250 aziende che usano il nostro sistema, che è attivo in Europa, specialmente in Italia, Spagna (qui abbiamo anche una seconda sede operativa) e in Grecia, dove offriamo solo il servizio. Abbiamo inoltre venduto il sistema anche in Sud America (Cile e Uruguay) e negli Stati Uniti. Questo perché le attività svolte ci hanno portato a una ottimizzazione del nostro sistema che oggi assicura una grande facilità di utilizzo, di adattabilità e installazione in tutto il mondo.

E quali sono state le evoluzioni del vostro prodotto?
Lato prodotto abbiamo ampliato la gamma di offerta. Alla finale della Startup Competition del WMF avevamo una sola tariffa in una sola coltura, ad oggi invece abbiamo sviluppato altre 2 tariffe e quindi abbiamo 3 servizi totali disponibili: uno soltanto software e gli altri 2 si differenziano per la tipologia di hardware che si vuole utilizzare sul campo. Inoltre da gennaio 2020 abbiamo aperto e lanciato il nostro nuovo sistema sul vino, dedicato ai produttori vitivinicoli. In questo modo anche loro riescono ad avere dal campo una gestione e monitoraggio h24 e per 365 giorni l’anno del loro appezzamento. In più quando siamo venuti a Rimini eravamo solo in 5, adesso il team è triplicato. Ci stiamo concentrando su tutta la parte di sviluppo tecnologico e dedicando alla parte commerciale. Le funzionalità del nostro servizio sono in continua evoluzione e ora offriamo visione dati, storico, modelli predittivi, registro delle attività, che sono state integrate nel tempo nell’offerta di Elaisian. La nostra offerta tende sempre ad espandersi per sua natura e conformazione. Rispetto al 2018 abbiamo rilasciato molte altre versioni del sistema, siamo in costante evoluzione.
Nel 2018 eravamo in crowdfunding e abbiamo chiuso a fine anno con un totale di 170.000 euro, oggi abbiamo chiuso un altro importante round, molto più grande, ma lo annunceremo tra un paio di mesi. Questa nuova fase di funding ha visto l’ingresso di aziende del settore, come operatori di chi fa macchinari agricoli, stiamo quindi portando all’interno anche know-how a livello di settore.

Ci spieghi meglio di cosa si occupa la vostra startup?
Abbiamo sviluppato un sistema definito agricoltura di precisione, ovvero raccogliamo dati dal campo delle aziende che ci danno la loro completa fiducia, attraverso una stazione meteorologica, un hardware e inviamo i dati automaticamente al nostro cloud. Col nostro sistema il produttore (l’azienda, l’agronomo, magari un ereditiero) ha un accesso alla nostra app dove trova una dashboard per vedere i dati raccolti in tempo reale dal campo, scaricarli per avere uno storico digitale, e vedere previsioni future a 5 giorni. Inoltre abbiamo tutto un servizio di notifiche, alert e report attraverso i quali, in maniera preventiva e predittiva, andiamo a consigliare dove e quando effettuare un trattamento. Questo perché ad oggi in agricoltura non vi è tecnologia oggettiva e scientifica a supporto degli agricoltori, i produttori in sintesi operano nello stesso modo in cui lo facevano 40-50 anni fa. Il vero vantaggio del nostro sistema è quello di avere in tempo reale tutti i dati e soprattutto di poter pianificare e agire in maniera preventiva e predittiva sul campo, prima che si manifesti un’avversità e di avere una piattaforma di controllo disponibile a portata di click, in qualsiasi posto nel mondo.
I nostri clienti possono inserire all’interno dell’applicativo tutte le attività (es. trattamenti effettuati di fertilizzanti, pesticidi, concimazione, irrigazione) così da avere uno storico di attività fatte in campo digitale. Questo permette di avere da un lato una forte riduzione dei costi (le nostre aziende risparmiano in media il 30% di costi annuali grazie a un’ottimizzazione dei prodotti e ad interventi mirati che hanno la massima efficacia), dall’altro lato permette di avere maggiore quantità e qualità del prodotto. Con il nostro sistema si utilizzano meno residui chimici, meno acqua, meno concimazione, non vengono sprecate risorse ma vengono date nel momento in cui la pianta è più ricettiva, solo al momento opportuno dunque.

Vi occupate solo di aziende con ampi appezzamenti di terreno o vi rivolgete anche ai privati e a realtà più piccole?
Grazie alla nostra segmentazione e differenza di tariffe riusciamo ad abbracciare qualsiasi tipo di olivicoltore e viticoltore. Quello che facciamo è un’analisi dei dati attraverso il nostro software quindi riusciamo a servire sia il cliente che ha 50 piante sia quello che ne ha 50 milioni. In base all’estensione del terreno andiamo a fare un’offerta customizzata.

Oggi avete come clienti più aziende o più privati?
Abbiamo più aziende, essendo un B2B ci concentriamo su appezzamenti e aziende che possiedono più di 5 ettari di estensione. Ma il nostro sistema ha prezzi accessibili anche a chi ha meno di 5 ettari. I target sono differenti, ovviamente il nostro business si concentra su operatori professionali.

Qual è il punto di forza di Elaisian rispetto ai competitor?
Il nostro punto di forza è quello di essere verticali su una coltura, ad oggi sono soltanto 2, e di avere modelli predittivi da ormai 3 anni e mezzo perché per fare tutta la validazione di un eventuale sistema di agricoltura di precisione c’è bisogno di una stagionalità. Significa che devi aspettare tutto il ciclo produttivo che dura un anno quindi anche se sei un player grande devi comunque rispettare i tempi di validazione del prodotto. E infatti oggi i nostri clienti ci riconoscono questa esperienza, così come i nuovi clienti, che ci cercano grazie alla storicità del sistema e al referral dei nostri clienti. Poi abbiamo un tasso di abbandono bassissimo.

Come prevedi che il settore si modificherà nei prossimi anni e come adatterete la vostra offerta? Che obiettivi vi siete prefissati?
Nel medio termine vorremmo prenderci la maggior fetta di mercato possibile e ottimizzare sempre di più quello che è il prodotto e l’offerta che diamo ai clienti. Per questo abbiamo ampliato la nostra offerta al mercato del vino. Cerchiamo sempre di partire da quelle che sono le esigenze di mercato, che, in ambito agricolo e AgTech, si sta oggettivamente trasformando. Quello che noi cerchiamo sempre di fare è di dare sempre più soluzioni possibili ai produttori. Per tale ragione abbiamo inserito la parte di attività all’interno dell’applicativo. Stiamo inoltre lavorando su nuove release ma per il momento non le abbiamo ancora comunicate, si tratta comunque di nuove funzionalità dell’applicazione che rilasceremo in seguito.

Da dove nasce la vostra idea di imprenditorialità?
La nostra idea, mia e del mio socio (Giovanni Di Mambro, ndr), nasce nel 2016. Abbiamo studiato insieme economia a Roma, subito dopo abbiamo iniziato a lavorare in una startup del settore FoodTech e ci siamo avvicinati al mondo dell’innovazione e della tecnologia. Ci siamo accorti che c’era una forte carenza di tecnologia nel settore agricolo, soprattutto nelle colture arboree del Sud Europa, quindi quello che abbiamo fatto è stato unire l’innovazione a quella che è la tradizione. Io vengo da una famiglia che produce olio, quindi conoscevamo bene il mercato e le problematiche. Da lì abbiamo iniziato prima a fare uno scouting di eventuali problemi comuni che avevano i produttori. Abbiamo quindi prima capito le loro difficoltà, poi ci siamo concentrati sulle possibili risoluzioni dei problemi. Abbiamo infine cercato di capire cosa i produttori erano disposti ad acquistare per far sì che la loro vita migliorasse. E così è nata la nostra azienda.
Abbiamo iniziato a fare dei test in maniera informale, poi, alla fine del 2016, siamo stati accelerati da Startupbootcamp Foodtech a Roma, dove siamo stati selezionati tra le migliori 10 aziende che hanno ricevuto investimenti a livello economico tra oltre 700 da tutto il mondo. Da lì è iniziato il nostro percorso imprenditoriale e la nostra crescita.


Qualche domanda sulla Startup Competition del Festival. Come ne siete venuti a conoscenza?
Non lo ricordo di preciso (ride, ndr). Per passaparola credo e poi perché avevamo visto degli annunci online. Ricordo che tra le startup finaliste c’era anche FitPrime di Matteo Musa, che conosco bene, quindi credo ci sia stato un referral tra di noi.
Conta che prima lavoravamo in una startup accelerata da LuissEnlabs quindi nel panorama romano e italiano in generale abbiamo diverse conoscenze: quando c’è una buona opportunità ed eventi su startup le condividevamo tra tutti noi.

Ti ricordi qualche episodio curioso o simpatico in particolare che vi è accaduto durante il WMF?
Ho fatte tante conoscenze con persone che facevano parte del mondo del marketing digitale, ci hanno dato ottimi spunti. È stata davvero una occasione ottima per incontrare gente del settore.  La cosa più importante è stata fare il pitch, ci ha portato molta visibilità a livello di marketing e pubblicità. È stata una esperienza molto, molto utile in termini di visibilità.

Cosa suggeriresti a qualcuno che ha un’idea innovativa da sviluppare?
DI concentrarsi sul prodotto e non sugli investimenti. L’iter da fare è inverso rispetto a quello che si pensa: meglio focalizzarsi sul team, poi sul prodotto e il cliente. Alla fine i soldi arrivano. Fare il contrario è invece controproducente.


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