Software utilizzati nei processi penali per prendere decisioni: giusto o sbagliato?


Negli Stati Uniti le prime macchine stanno iniziando a svolgere un ruolo molto particolare, quello di decisori della legge. Anche in Gran Bretagna vi sono algoritmi che fanno multe stradali. È davvero questa la strada da percorrere?

di Simone Di Sabatino

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intelligenza artificiale

Rivoluzione tecnologica, app facilitatorie, intelligenza artificiale a portata di mano, software che si sostituiscono all’essere umano. La strada verso la nuova frontiera digitale è ormai tracciata ma fanno discutere alcune notizie di cronaca che, sempre più spesso, iniziano a leggersi sui giornali. Negli Stati Uniti, ad esempio, alcune macchine stanno svolgendo il ruolo di decisori della legge all’interno dei processi penali. Queste infatti, dotate di sofisticatissimi software, attraverso l’analisi dei big data si sostituiscono (o quasi) all’uomo sentenziando sugli imputati. Fatto analogo sta avvenendo in Gran Bretagna dove diversi algoritmi vengono utilizzati dalla polizia stradale per fare multe.


Che le macchine stiano velocemente prendendo il posto degli esseri umani in alcuni campi è noto ma notizie come queste portano alla luce dei problemi di ordine etico sui quali è bene riflettere inseme. Fino a dove la macchina può supportare e sostituire l’uomo? Fino a dove l’intelligenza artificiale può spingersi? Negli Stati Uniti la rivoluzione digitale viene utilizzata in maniera molto diversa rispetto all’Europa e il fatto di aver messo una macchina a supporto per sentenziare durante i processi penali ne è una prova inconfutabile (è bene comunque ricordare che nel diritto statunitense vige il sistema di Common Law). Questo però pone diversi interrogativi e preoccupa gli altri stati che sono da una parte affascinati da come il progresso stia facilitando le cose e gli Stati Uniti lo cavalchino con così tanta disinvoltura, dall’altra sono però preoccupati dalla piega potenzialmente distopica che sta prendendo l’utilizzo dei big data e dell’AI.

Da anni si parla di un possibile impiego di software, AI e device ultra tecnologici nei settori tributario, giuridico appunto, in campo amministrativo, nella sanità e nella difesa. Se è pacifico che, nella sanità, un software possa riconoscere patologie, anche gravi, confrontando con altri milioni di casi presenti nel database i dati analizzati di ogni singolo paziente, dall’altra risulta difficile comprendere come una macchina possa essere utilizzata in campo giudiziario, dove cioè tutti i casi sono differenti gli uni dagli altri e la variabile “umana” è fondamentale per comprendere al meglio la questione. Insomma correlazioni sì, ma fino a un certo punto. È noto che in ogni caso giuridico vi sono innumerevoli variabili da prendere in considerazione, che non sempre possono essere correlati e presi come esempio unico.

In Europa si sta lentamente facendo largo una nuova teoria di diritto, che utilizza cioè modelli matematici. In sintesi si prendono in considerazione modelli e software ma alla fine è sempre il giurista a interpretare i dati e a sentenziare. Nel libro “Interpretazione della legge con modelli matematici” dell’avvocato Luigi Viola viene spiegato come i modelli matematici possano integrare il lavoro della giustizia, dandole un sostegno quantitativo, un affresco moderno sulle strade che il diritto, ormai permeato da tecnologia e software, sta intraprendendo.


Qual è il metodo più esatto? Difficile dirlo, probabilmente saranno i singoli diritti ad utilizzare software nell’uno o nell’altro caso. Di sicuro il rapporto tra intelligenza umana e artificiale si sta facendo sempre più complesso ma, come sostiene Federico Faggin, inventore del primo microprocessore e ospite del WMF2020, la consapevolezza è una proprietà irriducibile che non potrà mai essere propria delle macchine.

 

Fonti

https://technews.mobi/all-news/2020/02/07/global-ai-software-industry-in-legal-market-2020-top-companies-analysis-present-situation-and-statistical-forecast-to-2024/

https://www.internazionale.it/notizie/ed-yong/2018/02/16/algoritmo-valutazione-rischio-tribunale

https://www.altalex.com/documents/news/2020/01/20/consiglio-di-stato-apre-alla-pa-robot

 

 


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