Search On in audizione alla Camera per la legge europea sull'IA


Prosegue il lavoro tra il mondo dell’innovazione e le istituzioni: il dibattito sull'IA si sposta dal Parlamento Europeo al WMF di Rimini a giugno

di Tommaso Ruggieri

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intelligenza artificiale

Per la prima volta al mondo si tenta una regolamentazione di ampia portata per il mercato dell’Intelligenza Artificiale (IA). L’arduo compito è stato assunto dall’Unione Europea lo scorso aprile, quando dai palazzi del Parlamento europeo e del Consiglio è stata presentata la Proposta di Regolamento «che stabilisce norme armonizzate in materia di intelligenza artificiale». Con questo Regolamento, l’Unione Europea tenta di ritagliarsi un ruolo di primo piano sulla scena mondiale e di arginare il dominio e lo strapotere affermatosi con largo anticipo da parte di suoi due competitor geopolitici: vedi Cina e Stati Uniti. Search On Media Group, il gruppo organizzatore del WMF - Il Festival sull’Innovazione, è stato convocato in audizione alla Camera dei Deputati per esprimere il suo parere di esperto IA sulla proposta di regolamento europeo.

Il regolamento in discussione punta a stimolare gli investimenti nel settore e allo stesso tempo a garantire il rispetto dei diritti dei cittadini, con lo scopo di trasformare l’Europa nell’hub globale per l’IA. Infatti, con questa misura l’Unione Europea tenta di dare un impulso al mercato europeo, definendo un quadro giuridico uniforme, che da un lato infonde sicurezza negli investitori e dall’altro rende lo sviluppo, la commercializzazione e l’uso dell’IA conforme ai valori fondanti dell’Unione. Questa proposta di regolamento arriva a seguito di un lungo dibattito, fondato sulla necessità di costruire da zero un mercato dell’IA che nel vecchio continente non ha mai spiccato il volo. Ma la sfida resta quella di riuscire a competere globalmente proprio con quei Paesi che non si sono posti in principio il problema di un mercato sicuro, affidabile e rispettoso dell’utente-cittadino.

A questo scopo, il regolamento classifica le tecnologie IA in base al livello di rischio di impatto negativo sui diritti fondamentali del cittadino, ossia la dignità umana, la libertà, l’uguaglianza, la democrazia, il diritto alla non discriminazione, la protezione dei dati, la salute e la sicurezza. Più un algoritmo che utilizza tecnologia IA ha la possibilità di mettere a rischio uno di questi diritti, più sono severe le misure per arginare il rischio: ad esempio, i prodotti in grado di imporre il social scoring da parte di autorità pubbliche sono vietati in ogni circostanza, mentre i prodotti come i bot, cioè in grado di interagire con le persone fisiche, necessitano soltanto di un’informativa circa la natura artificiale dell’interazione.

Una volta stabilito il regolamento in sede europea, viene innescato il cosiddetto dialogo politico con i vari Parlamenti nazionali degli Stati membri dell’Unione, ossia lo scambio di informazioni e pareri. Nel caso italiano, il testo del regolamento è stato trasmesso alla Camera dei Deputati per essere analizzato, discusso e poi commentato attraverso la pubblicazione delle opinioni dirette alla Commissione Europea.

La Camera ha iniziato quindi una serie di audizioni per ascoltare gli esperti in Italia del settore IA e Search On Media Group ha risposto positivamente alla richiesta di audizione dei relatori, presentandosi il 2 marzo scorso alle Commissioni riunite di Telecomunicazioni e di Attività Produttive presso la Camera dei Deputati, per esprimere il suo parere sulla proposta di regolamento europeo.

Search On Media Group - grazie al lavoro che porta avanti da anni con la propria community - ha potuto mettere a disposizione del Parlamento il suo principale vantaggio, ossia quello di avere con sé un vasto network composto dai principali player dell’ecosistema di innovazione nazionale e internazionale. Infatti, il parere espresso alla Camera sul regolamento è frutto del dialogo continuo di Search On con i suoi partner, in questo caso, in particolare IBM, Intel e IPSOS. È stato Marco Quadrella, COO della Business Unit Consulting di Search On, a portare in aula di commissione la sintesi e il racconto delle opinioni del gruppo sulla proposta di regolamento europeo.

L’opinione espressa da Search On in audizione si può sintetizzare in tre punti:

  1. Valutazione negativa della volontà di mettere insieme, in una sola norma, sia le misure dirette alla salvaguardia dei diritti dei cittadini sia quelle dirette allo stimolo della competitività europea nel mercato globale dell’IA;
  2. Osservazioni tecniche sulla definizione dei termini usati nel regolamento;
  3. Riflessioni sull’asimmetria di potere tra algoritmi IA e i singoli utenti.

Il primo costituisce il punto cruciale secondo il COO Marco Quadrella:

Questa norma potrebbe rappresentare un grosso aggravio di costi per i player del mercato dell’Intelligenza Artificiale. Sappiamo che l’intelligenza artificiale - di per sé - tende ad avvantaggiare chi ha grande potenza di calcolo, grandi quantità di dati e maggiore libertà nella scelta degli approcci. In questo contesto dobbiamo essere consapevoli che qualsiasi barriera normativa potrà risultare in più costi per le aziende di tutte le dimensioni rendendo loro più complessa la realizzazione di proof of concept e l’immissione sul mercato.

Il punto è molto sensibile e nell’opinione di Search On necessita di ulteriori confronti, di più ampia portata e che coinvolgano più attori interessati. Anche perché, gli ambiti di discussione sul tema IA sono molteplici e in continuo aggiornamento. Per questo motivo Search On continuerà il dibattito interno e con i propri partner anche in occasione del WMF - Il Festival sull’Innovazione, in programma dal 16 al 18 giugno presso Rimini Fiera, dove realizzerà un tavolo di lavoro dedicato in cui coinvolgere aziende del settore, startup, università, centri di ricerca e istituzioni.

Infatti come ha riferito il COO Marco Quadrella in sede di audizione alla Camera:

Intravediamo due rischi [...]. Il primo rischio è in qualche modo implicito nella struttura della norma: se un’organizzazione extra-europea può sviluppare algoritmi che non tengono in considerazione determinati requisiti né sull'origine dei dati né nella progettazione né sulla messa sul mercato può - più o meno direttamente - avere un grosso vantaggio competitivo. Ad esempio sarà forte l’incentivo a “sperimentare” all’estero per poi, eventualmente, adeguare il sistema alla normativa UE successivamente. La  seconda dinamica fa riferimento a quanto ci è stato fatto notare dalle PMI e dalla startup [...]: nonostante il “meccanismo di sandbox” previsto, prevediamo comunque un aggravio di costi per un progetto europeo rispetto a un progetto extra-europeo. Per quanto gli articoli 53 e 55 vadano a definire normative semplificate  e a supportare le piccole realtà chiediamo di valutare l’opportunità di creare delle aree che non riportino aggravi di costi per lo meno fino al raggiungimento di determinati fatturati e determinati utenti coinvolti.

Per questi motivi, Search On crede sia necessario dividere il regolamento in due diverse normative: una rivolta alla tutela dei diritti del cittadino, una focalizzata sulle dinamiche del mercato a favore della competitività europea. L’unione di questi due aspetti in una sola norma, secondo i pareri espressi dal COO Marco Quadrella, andrà a frenare la ricerca e l’adozione degli algoritmi IA da parte delle aziende.

I punti citati in audizione, insieme ai diversi contributi delle realtà che hanno preso parte alla discussione, saranno integrati e approfonditi nella sede dei tavoli di lavoro istituzionali organizzati dal 16 al 18 giugno 2022 a Rimini in occasione del WMF - Il Festival dell’Innovazione. Per continuare il lavoro di raccordo tra il mondo dell’innovazione e istituzioni politiche, il COO  Marco Quadrella ha terminato invitando formalmente le Commissioni riunite e i referenti delle realtà udite a partecipare al tavolo di confronto.

 

 

Fonti:
• Altalex “Intelligenza Artificiale, il nuovo quadro normativo europeo”
https://www.altalex.com/documents/news/2021/05/20/intelligenza-artificiale-nuovo-quadro-normativo-europeo
• Agenda Digitale “Regole UE sull’intelligenza artificiale: la politica si è piegata alla tecnica”
https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/lintelligenza-artificiale-ue-puo-essere-davvero-antropocentrica-tutti-i-motivi-per-dubitarne/
• Innovation Post “La Bce “promuove” il regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale, ma avverte: “Occorre fare chiarezza su governance e vigilanza”
https://www.innovationpost.it/2021/12/30/la-bce-promuove-il-regolamento-europeo-sullintelligenza-artificiale-ma-avverte-occorre-fare-chiarezza-su-governance-e-vigilanza/


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