Un robot per ricostruire i reperti archeologici di Pompei


Si chiama RePAIR ed è un progetto che mette la tecnologia e la robotica al servizio dell’archeologia. Tra i partner anche l’IIT.

di Simone Di Sabatino

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Robotica

Negli ultimi anni la tecnologia si sempre messa al servizio dei settori più diversi per migliorare la qualità di vita dell’uomo. E anche l’archeologia non è da meno. A Pompei infatti debutta il progetto RePAIR (Reconstruction the past: Artificial Intelligence and Robotics meet Culturale Heritage) dove degli speciali robot avranno il compito di ricostruire manufatti archeologici attraverso le scansioni di micro-frammenti. In sostanza i robot di RePAIR, dotati di speciali braccia meccaniche, ricomporranno degli affreschi riconoscendo i vari frammenti a disposizione grazie alla scansione 3D.



Il progetto – iniziato il 1° settembre scorso e coordinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia – ha debuttato con il soffitto della Casa dei pittori al lavoro nell’Insula dei Casti Amanti. Il sito infatti, a causa sia dell’eruzione del 79 dopo Cristo che dei bombardamenti avvenuti durante la Seconda guerra Mondiale, ha subito notevoli danni e gli affreschi contenuti sono stati letteralmente ridotti in mille pezzi.

Non è la prima volta che esperti si mettono a lavoro sugli affreschi di questa zona: già dal 2018 infatti il professor Michel E. Fuchs, a capo di un progetto dell’Università di Losanna, è impegnato in una lunga e complicata ricostruzione manuale delle pitture murali, che procederà di pari passo e in maniera coordinata con RePAIR.

 

Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Pompei, ha affermato che “le anfore, gli affreschi, i mosaici vengono spesso portato alla luce frammentati, solo parzialmente integri o con molte parti mancanti. Quando il numero dei frammenti è molto ampio, con migliaia di pezzi, la ricostruzione manuale ed il riconoscimento delle connessioni tra i frammenti è quasi sempre impossibile o comunque molto laborioso e lento. Questo fa sì che diversi reperti giacciano per lungo tempo nei depositi archeologici, senza poter essere ricostruiti e restaurati, e tanto meno restituiti all’attenzione del pubblico. Il progetto RePAIR, frutto di ricerca e competenza tecnologica, grazie all’ausilio della robotica, della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale, si pone l’obiettivo di risolvere un problema atavico".

 

Numerosi i partner di RePAIR e del progetto, che conta dei contributi anche di università israeliane, tedesche, portoghesi, del Ministero della Cultura e dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT).

 

Fonti

https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/pompei-via-al-progetto-repair-robot-e-digitale-per-la-ricostruzione-archeologica/

https://www.arte.it/notizie/napoli/un-robot-per-ricostruire-gli-affreschi-distrutti-di-pompei-al-via-il-progetto-repair-18661

http://pompeiisites.org/


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