PNRR, 40 miliardi per la trasformazione digitale. Il Ministro Colao: “Quella del digitale è una partita che devono poter giocare tutti”


Si è svolta in videoconferenza l'audizione del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale nell’ambito dell’esame della Proposta di piano nazionale di ripresa e resilienza, che permetterà di dedicare alla trasformazione digitale circa 40 miliardi di euro. Di fronte alle Commissioni riunite Trasporti della Camera e Bilancio, Lavori pubblici e Politiche dell'Ue del Senato, Vittorio Colao ha spiegato gli obiettivi e le misure inserite nel PNRR: priorità a infrastrutture, Pubblica Amministrazione, cybersecurity e formazione.

di Mirko Malgieri

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Governance

“Oggi quella del digitale è una partita che devono poter giocare tutti”.
Il messaggio che il Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale Vittorio Colao ha espresso durante la sua audizione parlamentare è forte e chiaro: investire in tecnologia e infrastrutture, certo, ma seguendo una linea inclusiva, senza lasciare indietro nessuno.

E questo con la consapevolezza che, in questi anni, a restare indietro nella corsa europea (e globale) verso la digitalizzazione è stato proprio il nostro Paese. “L’Italia deve fare questo passo perché ha perso molto terreno con pesanti ricadute sulle prospettive future dei nostri giovani” spiega Colao, che sottolinea quella che si presenta come un’esigenza sistemica cui far fronte per risalire la china: “E’ chiaro che se non vogliamo solo recuperare, ma anche tornare ad essere leader nei settori industriali e negli standard di vita, dobbiamo lavorare a un aggiornamento digitale del nostro paese nel suo complesso”.

Quella che sta impostando il Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale si profila come un’opera di riforma trasversale, inclusiva e omogenea a livello territoriale, per non ampliare ulteriormente il digital divide che, a diversi livelli, caratterizza oggi un’Italia frammentata in termini di accesso e opportunità digitali.
Anche per questo, il primo dei sei obiettivi che il Ministro Colao espone nel corso dell’audizione riguarda gli investimenti che saranno dedicati alle infrastrutture digitali su tutto il territorio nazionale: “ad oggi circa 16 milioni di famiglie non usufruiscono di servizi di connessione o non hanno la possibilità di accedere alla banda larga. Non rendere una copertura omogenea significa lasciare indietro territori e persone”.

Gli oltre 40 miliardi che l’Italia potrà investire nella propria trasformazione digitale  - il Next Generation EU prevede infatti che almeno il 20% dei fondi a disposizione degli Stati membri sia destinato alla digital transformation - saranno allocati inoltre per potenziare le tecnologie di cloud computing nei processi della pubblica amministrazione per migliorarne l’efficienza, la velocità e sicurezza, ma anche per puntare su nuove modalità di open government, sulla ricchezza degli open data e sulla cybersecurity, della quale il Ministro ha sottolineato l’imprescindibile importanza geostrategica. 

Il Ministro Colao ha però tenuto a precisare che la transizione digitale non riguarda solo l’ammodernamento di misure e processi: “la trasformazione riguarda il modo in cui viviamo e lavoriamo. Si sta ridisegnando il quadro socio economico e relazionale che ha caratterizzato la nostra società dalla prima rivoluzione industriale ad oggi e dentro il quale maturano i nostri saperi, le nostre attività e le nostre vite”.

Grande attenzione, infatti, alla necessità di investire nel capitale umano e nelle competenze digitali dei cittadini: “l’aspetto umano e delle competenze è tanto importante quanto le infrastrutture. Nessuna transizione funziona se non si parte dalle persone e dalle loro competenze. Dobbiamo porci obiettivi ambiziosi: una digitalizzazione accelerata che non si limita all’ambito tecnico, ma anche in termini di opportunità personali e lavorative”. “Considero ragazze e ragazzi i miei veri datori di lavoro” ha proseguito il Ministro, spiegando che l’investimento nella formazione delle nuove generazioni rappresenti la strada maestra per rendere concreti quei concetti di ripresa e resilienza che caratterizzano il piano da attuare nell’immediato futuro e per utilizzare effettivamente il digitale “per una vita più facile, più sana, più inclusiva, per un’Italia più forte e sicura nel contesto internazionale”.

Sul sito della Camera dei Deputati è possibile riguardare l'audizione integrale del Ministro Colao.
 

La proposta di Search On Media Group presentata in Senato

Lo scorso 11 marzo a nome di Search On Media Group - l’azienda realizzatrice del WMF - abbiamo presentato le nostre proposte in merito al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel corso di un’audizione informale in Senato.

I progetti e le attività che portiamo avanti dal 2007 lungo tutta la penisola coincidono con gran parte degli obiettivi e dei macro temi toccati dal Piano, su tutti quello della digitalizzazione e dell’inclusione sociale, dell’occupazione giovanile, dell'empowerment femminile e della valorizzazione del Made in Italy.
Per questo ci siamo resi aperti al dialogo e disponibili a supportare le proposte: siamo convinti che, per permettere al Paese di recuperare il terreno perso in questi anni nell’ambito dell’innovazione digitale e sociale, sia necessaria un’azione di cooperazione nazionale costante, frutto di un patto tra aziende, cittadini, soggetti privati e istituzioni pubbliche.

Vogliamo proseguire questo percorso utilizzando la realtà che rappresentiamo come uno strumento al servizio del nostro Paese coinvolgendo - come abbiamo fatto negli ultimi 15 anniimprese, startup, innovatori, studenti, docenti, ricercatori, ONP e tutti gli altri soggetti privati e pubblici nell’attuazione di iniziative concrete per continuare a lavorare insieme alla ripresa del nostro Paese.

Presto illustreremo i prossimi step di questo percorso: nel frattempo, ecco la registrazione della nostra audizione in Senato.

 


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