Pietro Milillo: dalla Nasa al WMF. Come l'innovazione salverà il nostro pianeta


Sul mainstage della 7^ edizione del Festival, il ricercatore italiano in forza all’Agenzia spaziale americana parlerà della sua recente scoperta e di come l’innovazione in ambito aerospace possa fare la differenza nello studio dei cambiamenti climatici e per la salvaguardia del pianeta.

di Simone Di Sabatino

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Pietro Milillo ha appena 29 anni ma ha già realizzato il sogno che coltivava sin da quando era un bambino appassionato di scienza: lavorare alla Nasa.

Il percorso che lo ha portato a diventare uno scienziato della celebre Agenzia Spaziale Americana comincia da Casamassima, in provincia di Bari. Poi, dopo la laurea in Fisica all’Università di Bari e il dottorato all’Università della Basilicata, è volato negli Stati Uniti per un’esperienza alla Caltech (in California) ed ha ottenuto un finanziamento per condurre i suoi studi sui ghiacci.
La sua ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science Advances, che lo descrive come il primo scienziato ad aver effettuato una “fotografia” dei ghiacci antartici dallo spazio.
Grazie all’osservazione dei radar, infatti, all’interno del ghiacciaio Thwaites, in Antartide, è stata scoperta una caverna  - scavata dalle acque oceaniche sempre più calde - vasta come l’isola di Manhattan, con un’estensione di 40 km quadrati e un’altezza di 300 metri.
Un fenomeno, questo, che denuncia lo scioglimento nel giro di soli tre anni di oltre 14 milioni di tonnellate di ghiaccio, una quantità allarmante anche per gli scienziati più pessimisti. Se i ghiacciai dell’Antartide Occidentale dovessero seguire questo trend negativo infatti assisteremo ad un innalzamento dei mari di oltre 3 metri.
Per portare avanti in maniera sempre più approfondita questa ricerca, il Jet Propulsion Laboratory della Nasa affiderà a Milillo la costellazione di satelliti a interferometria radar del futuro denominata “Nisar”.
Grazie all’impiego di questi strumenti innovativi, sarà possibile studiare non solo l’evoluzione dei ghiacci, ma anche l’ambiente urbano, le infrastrutture e i fenomeni naturali come frane e terremoti. Il sisma di Amatrice, ad esempio, è stato uno dei più studiati e “osservati” di sempre proprio grazie ai satelliti. Questo tipo di studi potranno, in futuro, permettere di fare rivelazioni e previsioni sempre più precise.

Durante il suo intervento sul mainstage del Web Marketing Festival Pietro Milillo parlerà dei risultati della sua ricerca e di come il progresso e l’innovazione in ambito aerospaziale possano avere un impatto sociale e ambientale di estrema importanza.

 

Fonti

https://rep.repubblica.it/pwa/anteprima/2019/02/04/news/pietro_milillo_e_i_segreti_dei_radar_cosi_ho_conquistato_la_nasa_-218280518/

http://www.dire.it/11-02-2019/294886-fisico-italiano-nasa-ghiacci-antartide/


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