Regolamentare AI e big data: il piano UE per l'innovazione digitale


L’Unione Europea ha stilato alcune linee guida che mirano allo sviluppo etico dei dati e dell’intelligenza artificiale in modo da promuovere la crescita e l’innovazione.

di Simone Di Sabatino

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Innovazione digitale

Quali sono i vantaggi e i rischi dell’innovazione digitale? L’Unione Europea sta mettendo a punto le strategie per il proprio sviluppo digitale e ha presentato un piano e numerose linee-guida con le quali ha intenzione, tra le altre cose, di colmare il ritardo digitale con gli Stati Uniti al fine sviluppare progetti comunitari sostenibili. In particolare, lo scorso 19 febbraio, la Commissione UE ha sottolineato l’importanza dell’intelligenza artificiale e dell’economia dei dati, strumenti indispensabili per lo sviluppo tecnologico dell’Unione. Attraverso l’adozione di nuove proposte di legge si vuole dunque incentivare l’innovazione.
“Abbiamo un vantaggio rispetto all’America. La nostra industria è forte e produce una enorme quantità di dati. Dobbiamo sfruttare meglio questa nostra forza” ha spiegato un portavoce dell’UE


Secondo i dati infatti il Vecchio Continente presenta un forte gap rispetto agli Stati Uniti.  Come fare allora per colmarlo? Rendendo i sistemi di intelligenza artificiale più tracciabili e trasparenti, ma con una grande attenzione al controllo umano. “Le autorità devono poter controllare i sistemi di AI nello stesso modo in cui controllano cosmetici, auto e giocattoli” ha affermato Margrethe Vestager, vicepresidente dell’esecutivo comunitario.
Il futuro della tecnologia digitale, secondo molti, riguarderà infatti l’intelligenza artificiale che, anno dopo anno, diventerà sempre più presente e, si spera, affidabile. Molta attenzione dell’UE è stata riservata al riconoscimento facciale, che permetterebbe di migliorare i controlli agli aeroporti, alle dogane e, in generale, ovunque siano necessari controlli di sicurezza. Un grosso passo in avanti, vero, ma che potenzialmente va a ledere il diritto di della privacy. In sostanza AI sì, ma che rispetti le legislazioni dei singoli Paesi e la privacy. A tal proposito, nell’ultimo triennio, l’UE ha aumentato fino al 70% i propri investimenti nella ricerca in questo settore. L’idea è quella di raggiungere i 20 miliardi di euro di investimenti all’anno nei prossimi 10 anni.

La strategia dell’Unione Europea mira ad avere un regolamento sull’utilizzo responsabile dei dati e delle tecnologie digitali. Si tratta di una posizione condivisibile e molto importante. Si calcola infatti che, dal 2018 al 2025, il volume dei dati cambierà da 33 a 175 zettabytes. La maggioranza (80%) proviene dai computer ma in futuro le cose cambieranno, la maggior parte dei dati infatti nel prossimo futuro arriverà dai dispositivi connessi. Inoltre l’UE vuole tranquillizzare l’opinione pubblica, sempre più preoccupata dall’avanzare senza regole delle nuove tecnologie, AI in primis.

 

Fonte

https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age_en


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