Oggi si celebra la 51esima Giornata della Terra: ma come nasce l’Earth Day e perché ne abbiamo bisogno?


L’attenzione e la sensibilità nei confronti dell’ambiente e dei numerosi ambiti legati all’ampio concetto di sostenibilità sono radicalmente aumentate negli ultimi 50 anni. Ma, al netto di campagne di branding e di “greenwashing” che spesso lo accompagnano, che significato ha oggi l’Earth Day e, soprattutto, qual è la sua storia?

di Mirko Malgieri

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sostenibilità


Il 22 aprile in tutto il mondo si celebra l’Earth Day, una giornata dedicata al nostro pianeta per sensibilizzare l’opinione pubblica su una questione di vitale importanza che interessa tutti e che unisce (o per lo meno dovrebbe unire) tutta l’umanità: salvaguardare quella che è la nostra unica casa.

La consapevolezza che per salvare noi stessi e le future generazioni non possiamo esimerci dal proteggere il pianeta Terra è maturata in modo esponenziale negli ultimi anni, ma fa parte di un processo innescato decenni fa.
Infatti, sono passati esattamente 51 anni da quando al senatore democratico statunitense Gaylord Nelson - ispirato dalla mobilitazione di migliaia di studenti americani per protestare contro la guerra in Vietnam - il 22 aprile 1970 venne l’idea di realizzare una grande manifestazione ambientale di portata nazionale per rivoluzionare il movimento ambientalista e portare all’attenzione del mondo temi, problematiche e possibili soluzioni relative all’ambiente conosciute allora per lo più solo da scienziati e addetti ai lavori.

A oltre mezzo secolo di distanza, verrebbe da pensare che l’obiettivo del senatore Nelson di accendere i riflettori su un complesso problema collettivo sia stato sostanzialmente “raggiunto”: i governi stanno iniziando a ridiscutere le proprie agende e i propri sistemi produttivi ponendo sempre maggiore attenzione al loro impatto ambientale, le persone sono più sensibili e accorte nelle loro abitudini di consumo, le aziende investono sempre più in sostenibilità e in attività di corporate social responsibility.
La direzione intrapresa, insomma, sembra essere quella giusta: ma allora perché ogni 22 aprile c’è ancora bisogno di celebrare l’Earth Day?

Senza dubbio perché la strada verso la sostenibilità ambientale è ancora molto lunga: le idee e i propositi devono essere trasformati in azioni concrete (per quanto riguarda l'Italia, il PNRR potrebbe essere lo strumento giusto per farlo) e l’impegno da parte di tutte le parti sociali deve rinnovarsi costantemente per perseguire obiettivi mutevoli e sempre più ambiziosi.
Ma anche per rendere la Giornata della Terra non una semplicemente ricorrenza da segnare sul calendario (editoriale e non), ma anche un’occasione per continuare a riflettere e per far maturare la consapevolezza di quanto il futuro potrebbe essere fragile e definitivamente compromesso se alle parole non verranno presto sostituiti i fatti.

Il WMF per i Sustainable Development Goals

Da anni con il WMF affrontiamo il tema della sostenibilità ambientale attraverso numerose iniziative che hanno coinvolto il mondo della ricerca e della robotica, quello istituzionale e anche quello dello spettacolo, uniti nel dimostrare quanto gli strumenti dell’innovazione possano aiutarci nella corsa verso un futuro sostenibile.

Per questo #EarthDay2021, abbiamo pubblicato un breve video con alcuni dei momenti dedicati non solo al tema dell’ambiente, ma in generale alla sostenibilità e agli Sustainable Development Goals prefissati dall’Agenda 2030.
Sul nostro sito, inoltre, è possibile consultare tutte le iniziative e le attività che il Festival ha dedicato agli SDGs.

#WeMakeFuture #Earthday2021 #onepeopleoneplanet


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