Peppino Impastato: innovatore nella lotta alla mafia


A 43 anni dalla morte ne celebriamo il genio e il coraggio, ricordando l’importante eredità dei 100 Passi. Il WMF partner del corteo diffuso in suo onore.

di Francesca Lavezzi

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Innovazione Sociale

Se Peppino fosse esistito oggi, come avrebbe usato internet?” Per noi parte tutto da questa domanda.

Sono diversi i motivi che ci spingono, a 43 anni dal suo brutale assassinio per mano di Cosa Nostra, a celebrarlo non solo come uno dei più coraggiosi eroi che hanno combattuto la mafia con perseveranza e genialità ma anche come vero e proprio innovatore sociale.

 

Chi era Peppino Impastato

Giuseppe Impastato nasce a Cinisi, a 30 km da Palermo, all’interno di una famiglia mafiosa dalle cui attività illecite si discosta sin da subito. Peppino è un giovane curioso e colto, diviene infatti giornalista e attivista per numerose cause sociali e politiche. Ben presto fonda il circolo culturale Musica e Cultura, punto di riferimento per i giovani di Cinisi, all’interno del quale si attiva per campagne pro ambiente, sostenibilità ed emancipazione femminile e contro il nucleare.

 

Radio AUT: innovazione tecnologica e impatto sociale

È il 1977 quando, nella piccola Cinisi, nasce Radio AUT. A fondarla, insieme ad amici e compagni attivisti, un Giuseppe Impastato non ancora trentenne, che ebbe l’idea geniale di utilizzare lo strumento innovativo dell’epoca, la radio, per agire concretamente nel contrastare il clima di omertà e impunità vigente nella propria cittadina.

Si trattava infatti di un’emittente di controinformazione autofinanziata attraverso la quale, in particolare con il programma Onda Pazza, Impastato e colleghi parlavano in modo dissacrante e satirico di Cosa Nostra e dei suoi rappresentanti locali, primo tra tutti il boss Gaetano - Tano - Badalamenti, detto Tano Seduto.

Parlare di mafia a viso scoperto, scalfire il muro del silenzio con coraggio, ironia e con l’ausilio di uno strumento che permetteva un’ampia diffusione, fu l’attacco frontale sferrato da Peppino a Cosa Nostra, la prima mossa di una partita che lo porterà a morire assassinato, su mandato di Badalamenti e Vito Palazzolo, nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978.

Guidato dal coraggio e fiancheggiato nella lotta da amici e colleghi, Peppino, quindi, utilizza le nuove tecnologie per raccontare la verità e denunciare, per smascherare e contrastare la mafia chiamandola per nome e cognome. Un chiaro esempio di come i giovani, se educati al corretto utilizzo e potenzialità degli strumenti a disposizione, possano agire in veste di innovatori sociali, dando un contributo fondamentale al processo di cambiamento, in positivo, della società.

Oggi Radio Aut esiste ancora, si chiama Radio 100 Passi e dista pochi metri dalla casa della famiglia Impastato, divenuta sede del museo Casa Memoria. Con un’azione dal forte valore simbolico, in quella che era un tempo la casa del boss Tano Badalamenti, oggi c’è infatti la sede della radio che porta avanti non solo la memoria ma anche i valori e la lotta della sua antenata. Un progetto dell’associazione Rete 100 Passi fortemente voluto dal Presidente Danilo Sulis, amico di Peppino, dalla famiglia Impastato e dalla stessa città di Cinisi.

I 100 Passi: simbolo di un percorso verso il futuro

Il tema della lotta alla mafia è da anni elemento centrale nelle attività portate avanti anche dal Festival, che individua nei simbolici 100 Passi un’importante eredità soprattutto per il mondo dell’innovazione. L’impegno in questo senso, infatti, nasce dalla convinzione che il digitale e l’innovazione debbano e possano essere anche strumenti di contrasto alla criminalità organizzata. Pertanto, ogni anno al WMF si promuove il tema della lotta alla mafia e di una cultura di responsabilità, anche con il contributo di nomi illustri come Luisa Impastato, nipote di Peppino, con la quale nel 2020 è stata riaperta Casa Memoria per trasmettere da lì la sala voice & podcast, i giornalisti Roberto Saviano, Lirio Abbate, Floriana Bulfon e Federica Angeli ma anche rappresentanti della giustizia come il Procuratore Aggiunto della DDA di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo e i superstiti degli attentati a Rocco Chinnici e a Giovanni Falcone, Giovanni Paparcuri e Angelo Corbo, che hanno testimoniato la digitalizzazione del maxiprocesso a Cosa Nostra.

A supporto della cultura e della legalità non sono mancate attività artistico musicali con la realizzazione al WMF della 4^ edizione del contest musicale Rassegna nuove tendenze musicali 2018 ideato da Rete 100 Passi e le esibizioni dei Modena City Ramblers.


Il WMF partner del corteo diffuso in ricordo di Peppino

Dopo aver partecipato, in presenza, al corteo per il 40° anniversario della morte di Peppino nel 2018 organizzato da Casa Memoria, anche quest’anno il Festival prenderà parte, in veste di Partner, alla manifestazione ripensata in ottica diffusa su scala nazionale, per il 43° anniversario dell’omicido di Peppino Impastato, continuando a veicolare i valori di giustizia sociale e impegno per i diritti umani, così come la lotta alla mafia e all’oppressione.

La promozione di una cultura della legalità, l’abbattimento del muro del silenzio e di omertà sono attuabili oggi più che mai anche attraverso gli strumenti messi a disposizione dall’innovazione tecnologica e dal digitale. Educare giovani e adulti a questa possibilità è un dovere civile oltre che morale. È su questo che oggi vogliamo mettere l’accento: sulla grande fonte d’ispirazione che Peppino rappresenta e che continuerà a rappresentare sempre, nella lotta alla mafia e nell’utilizzo virtuoso degli strumenti che ognuno di noi, nel suo piccolo, ha a disposizione.


Fonti

https://www.internazionale.it/notizie/2016/05/09/peppino-impastato-mafia-badalamenti-cinisi

https://www.corriere.it/cultura/17_maggio_08/giuseppe-peppino-impastato-ucciso-mafia-cento-passi-liberta-b732eb84-33ca-11e7-8367-3ab733a34736.shtml

https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/peppino_impastato_vers._def.pdf

https://www.palermotoday.it/cronaca/peppino-impastato-9-maggio-2021-programma-eventi.html


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