Stare al passo con il cambiamento: l'intervista a Teamsight


Il lavoro e le interazioni tra colleghi hanno subito notevoli stravolgimenti. Sono però nate idee innovative che utilizzano la tecnologia per migliorare la gestione delle risorse umane. Ne abbiamo parlato con Pietro Bonfanti, CEO della startup che si dedica alla people analytics.

di Simone Di Sabatino

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Innovazione digitale

La crisi pandemica ha stravolto la giornata lavorativa ed il nostro stile di vita. Stessa condizione per le nostre interazioni con i colleghi. ​Teamsight – la startup innovativa fondata nel 2020 – ha voluto cavalcare l’onda del cambiamento a supporto del settore delle risorse umane dedicandosi alla people analytics. Scopriamo insieme di cosa si tratta grazie all'intervista effettuata a Pietro Bonfanti, CEO e Co-Founder di Teamsigh, startup che ha partecipato alla decima edizione del WMF che si è tenuta dal 16 al 18 giugno presso la fiera di Rimini.

Pietro, che strategia avete adottato e grazie a quali soluzioni vi siete distinti nel settore delle risorse umane?

Negli ultimi due anni il 93% delle organizzazioni ha modificato i propri modelli operativi e di lavoro. L’HR è stata la funzione che ha guidato questa trasformazione, soprattutto digitale, ma solamente il 15% dei responsabili HR misura l’effettivo impatto delle azioni implementate poiché non ha strumenti adatti. Teamsight ha la missione di rispondere a questa sfida sfruttando una grande opportunità: il lavoro è diventato digitale, che si svolga in ufficio o da remoto. Ognuno di noi crea una enorme quantità di dati tramite lo scambio quotidiano di mail, chat, call e videocall. Un tesoro di decine di milioni di interazioni digitali che ogni azienda possiede e che racconta di come una organizzazione lavora. La piattaforma IRIS di Teamsight è la possibilità di recuperare questo tesoro digitale, renderlo disponibile, analizzarlo con le migliori tecnologie sul mercato e ridare alle Risorse Umane uno strumento per prendere delle decisioni fact based tramite dati real-time e oggettivi.

Grazie al vostro impegno nella ricerca e analisi delle interazioni che avvengono tra individui, team e strumenti aziendali potrete sicuramente svelarci alcune tra le scoperte che avrete sicuramente fatto in questo periodo di enormi cambiamenti. Cosa vi ha colpiti di più? E come avete risposto a questi cambiamenti?

Nel lavoro svolto con diverse aziende, abbiamo svelato criticità e virtuosità che sono state la base fattuale per prendere decisioni operative e strategiche. Le scoperte sono state le più diverse. Chi, con la percezione di lavorare per urgenza, ha scoperto che il 63% dei meeting viene pianificato da un giorno con l’altro, potendo agire sui piani operativi dei maggiori processi aziendali per una pianificazione più efficiente e a lungo termine. Chi ha riorganizzato il proprio organigramma (e di conseguenza percorsi di carriera e salariali) dall’analisi degli effettivi gruppi di lavoro “informali” che combaciavano solo al 37% con la struttura organizzativa formale. Chi ha scoperto che il 40% delle interazioni fuori orario di lavoro non erano relativi a criticità di work life balance ma all’utilizzo non efficace del tempo dei propri Manager riuscendo a tamponare temi di work sustainability e diminuendo uno dei fattori più critici per il churn. E chi ancora ha stilato dei profili di stile di lavoro delle quattro generazioni che collaborano all’interno dell’organizzazione potendo identificare criticità o virtuosismi in termini di gestione del tempo, propensione alla pianificazione, reattività nelle risposte ed efficacia nella collaborazione, aumentando l’integrazione cross-generazionale inizialmente al 71% del suo potenziale. Tutto questo con la possibilità di monitorare di settimana in settimana il beneficio delle azioni HR di change, training, coaching e digital culture con il vantaggio di poter mostrare al top-management un effettivo ROI in termini di ore risparmiate, cost savings ed aumento dell’engagement.

Si parla molto dei benefici dello smart working, ma è davvero così produttivo lavorare da remoto o vi sono dei lati oscuri che non vediamo?

È difficile dare un giudizio che valga per tutti. Ogni persona e ogni tipo di lavoro così come di business è diverso e ha bisogno di essere guardato come un unicum. Il tema interessante è proprio questo: come far rendere al meglio ogni persona e ogni team all’interno di diversi tipi di business e in un mondo aziendale digitale, ibrido e globale? Non basta più una linea definita e definitiva per tutti (aziende, team, persone). Serve intercettare preferenze, stili di lavoro e sacche di inefficienza per poter personalizzare la proposta aziendale verso le proprie persone. E per fare questo bisogna tornare ad osservare le persone stesse e come si esprimono e trovare strumenti nuovi che possano dare delle insights chiare ed azionabili. Con la piattaforma IRIS le aziende hanno la possibilità di quantificare i pattern di lavoro nella giornata, l’efficienza della comunicazione e della collaborazione in remoto o in ufficio e decidere su basi quantitative cosa proporre alle proprie persone e ai propri team per essere più efficienti e soddisfatti.

Quale è il ruolo dell’AI nel settore delle risorse umane?

La tecnologia per la tecnologia è un esercizio di stile se non applicata per rispondere ad esigenze reali, che nel nostro caso vuol dire far risparmiare le aziende e rendere le persone più efficienti nel loro lavoro. In Teamsight utilizziamo diversi strumenti che vanno dall’Organizational Network Analysis, a moduli di AI, passando per algoritmi statistici e matematici avanzati che ci permettono di rispondere a dei problemi, motivo per cui non ci piace essere identificati solo come una soluzione di AI. Sicuramente da questo tipo di tecnologie e dall’applicazione di esse a dei dati validi come quelli delle interazioni digitali, l’HR può trarre grande vantaggio. IRIS di Teamsight semplifica la comprensione dei fenomeni tramite evidenze scientifiche e velocizza i processi decisionali suggerendo le iniziative da intraprendere, dando la possibilità ai team di Risorse Umane di focalizzare i propri sforzi sulle azioni da intraprendere e sgravandoli da complesse analisi dati ricevendo direttamente le informazioni necessarie su cui basare le proprie decisioni.

Potremmo trovare insieme un modo per garantire l’accesso a tutte le aziende a questa tipologia di dati e dare al contempo un supporto costante affinché possano compiere i giusti cambiamenti e una corretta trasformazione aziendale?

Le aziende hanno già tutto il necessario! I dati di interazione digitale sono già a loro disposizione. Un’altra caratteristica delle tracce digitali provenienti da mail, chat, call e videocall è che, a differenza di strumenti tradizionali come surveys, interviste e assessments non c’è bisogno di somministrare nulla alla popolazione aziendale, i dati derivano dal lavoro quotidiano che ognuno di noi svolge. A differenza dei dati attivi, quelli passivi sono statisticamente rilevanti sia a livello numerico (sono effettivamente dei big-data) sia perché non rappresentano una fotografia di un momento ma raccontano un film continuo nel tempo. IRIS di Teamsight è inoltre una soluzione certificata compliant a livello GDPR e Giuslavoristico anonimizzando i dati con una tecnologia proprietaria che, by design, è votata al miglioramento organizzativo e non al controllo individuale, con risultati già apprezzati da diversi clienti in ambito bancario, assicurativo, mobilità e servizi.

Come avete vissuto il WMF? Come avete trascorso i 3 giorni di festival?

Il WMF è stata una grande opportunità di incontro, sia con le altre startup che con un panorama di investitori istituzionali vasto e con cui è stato molto utile confrontarsi. Quella che abbiamo avuto è la chiara certezza di non stare solo “parlando” di futuro, ma di stare facendo qualcosa capace di dargli forma e avendo partecipato come finalisti dello Startup Stage vincendo il premio di I3P possiamo anche dire di aver concluso al meglio questa tre giorni!


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