Latitudo40, la Terra vista dallo spazio. L’intervista ai fondatori


Vincenzo Vecchio e Gaetano Volpe sono Founder di Latitudo40, tra le startup selezionate nell’edizione del WMF Online. La loro realtà offre diversi servizi per il monitoraggio e per l’analisi di immagini satellitari in grado di fornire informazioni utili in diversi ambiti. 

di Davide Filiaggi

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Ciao Gaetano e Vincenzo, piacere di ritrovarvi. Ci spiegate cos’è Latitudo40 e di cosa si occupa?

Gaetano Volpe: Latitudo40 è una startup che nasce per portare qualcosa di nuovo nel settore della geospatial intelligence, utilizziamo dati e immagini satellitari per trasformarli in informazioni utili per delle azioni e a supporto di decisioni.

Che tipo di informazioni, e quindi servizi, offrite?

Volpe: Noi oggi ci stiamo concentrando in tre settori principali: uno è il supporto all’agricoltura di precisione, questo perchè le immagini satellitari hanno un enorme potenziale informativo per capire come sta evolvendo la coltivazione nei campi e per conoscere lo stato del terreno, soprattutto se si integra a questi dati una time evolution dell’area si può analizzare il passato della zona e comprendere meglio l’ambiente. Un altro settore è l’ambiente urbano aiutando i decisori pubblici, gli architetti e gli urban planner a conoscere la storia e le caratteristiche dell’ambiente in cui si va a costruire. Infatti tramite l’uso dei satelliti ad alta definizione noi riusciamo a creare un modello digitale della città analizzando fenomeni come il rapporto tra la vegetazione e industrializzazione, le temperature e l’inquinamento. Terzo aspetto, aiutiamo a monitorare le infrastrutture, come ad esempio le strutture idriche ed elettriche, fotografando la situazione in tempo reale ed individuando le criticità ed i fenomeni di rischio.

Hai parlato di analizzare il passato. Quanto si può andare “indietro” nel tempo e quanto si può spingere l’analisi retroattiva?

Volpe: Dipende dal tipo di analisi ma ad oggi abbiamo a disposizione almeno 20 anni di immagini. Chiaramente nel corso di 20 anni spesso non riusciamo ad ottenere la stessa qualità delle immagini ma otteniamo dati utili soprattutto per analizzare un fenomeno su larga scala, come per esempio l’evoluzione di una città. Oggi con la nuova generazione di costellazioni satellitari, come i nuovi satelliti lanciati dall’ultimo razzo italiano Vega, riusciamo ad avere una rivelazione ogni ora di un’area con risoluzione spaziale di 50 centimetri. La tecnologia è in continua evoluzione, ad esempio l’ultimo satellite Prisma, lanciato dall’agenzia spaziale italiana, è dotato di un sensore iperspettrale, in grado di capire di che materiale è fatto un palazzo, che sia in tufo, in cemento armato o in legno.

Sono stati citati molti nomi di satelliti. Voi vi appoggiate su satelliti di terze parti o avete anche una vostra flotta?

Vincenzo Vecchio: Ad oggi utilizziamo satelliti di terze parti e abbiamo strutturato diverse partnership con enti internazionali, partendo dai servizi di Open Data come Copernicus a livello europeo, a collaborazioni con aziende americane e cinesi per il provisioning di immagini a diverse risoluzioni. Non ti nascondiamo che il nostro obiettivo di medio e lungo periodo è di lanciare un satellite proprietario.

Per l’elaborazione delle immagini che tipo di tecnologia utilizzate? Utilizzate algoritmi di Machine Learning e Intelligenza Artificiale?

Vecchio: Sì utilizziamo algoritmi di Machine learning e Deep learning e sviluppiamo reti neurali. Abbiamo forti competenze in questo campo perché Latitudo stessa nasce come spin off dell'università di Napoli ed abbiamo costruito ottimi rapporti con un gruppo di ricerca su l'image processing in deep learning. Inoltre abbiamo all’interno della società delle figure professionali riconosciute anche in ambito accademico.


Rimanendo su questo aspetto, come è formato il team e quali sono le competenze?

Volpe: Noi siamo 4 Founder, di cui tre con almeno 20 anni di esperienza nel settore spaziale avendo lavorato sia in ambito di ricerca che in ambito commerciale. Attorno a questo gruppo abbiamo creato un team multidisciplinare molto giovane di oltre 10 persone: data scientist, esperti di analisi territoriale, sviluppatori e un team di marketing e comunicazione. Cerchiamo di far crescere il nostro team portando la nostra esperienza assistendo allo stesso tempo ad uno scambio continuo di idee.

Prima hai parlato di esperienza ventennale nel settore, mi parli del settore spaziale in Italia e del panorama delle startup italiane?

Volpe. Assolutamente si. Pochi lo sanno ma l’Italia è stata una delle più grandi potenze spaziali. Siamo stati uno dei primi Stati ad aver lanciato un satellite artificiale a scopo commerciale, il San Marco, abbiamo una forte industria nazionale e siamo uno dei pochi paesi al mondo che possiede una costellazione proprietaria, arrivata alla seconda generazione, ed utilizzata  sia per finalità di monitoraggio militare sia per finalità civili. La politica degli anni passati ha fatto un pò perdere la dimensione di leadership a livello mondiale e anche il settore è cambiato. Oggi si parla di New Space Economy. Gli Stati Uniti sono leader attualmente, abbiamo visto tutti il lancio di Blue Dragon e di Star Link, ma l’italia sta vivendo una rinascita anche grazie alla presenza di nuove startup come D-Orbit che sta ottenendo dei risultati incredibili, o come Leaf space o anche Here Technologies, startup di Torino che sta portando l’IA a bordo dei satelliti. Tuttavia penso che in Italia tutto il settore della Ricerca scientifica sia poco stimolato e incentivato pur contando su fior fior di ricercatori, tra i migliori al mondo. Dobbiamo incentivare la Ricerca per sfruttare appieno le nostre potenzialità.

Condividiamo totalmente questo pensiero, come WMF abbiamo lanciato diverse iniziative incentrate in merito ed abbiamo aperto una Call per Ricercatori. A proposito, com'è stata la vostra esperienza nell’ultima edizione del WMF Online?

Vecchio: Viste le edizioni precedenti fisiche particolarmente ricche in termini di partecipazione, di connessioni e di networking eravamo curiosi di vedere come si sarebbe sviluppata la versione Online. Ammettendo che non si possa ricreare appieno tutta l’esperienza dell’edizione classica, come output è stata un'esperienza molto positiva ed abbiamo ricevuto molti feedback e vinto vari premi. Siamo stati felici di aver partecipato ed aspettiamo il prossimo appuntamento.

Qual’è la vostra roadmap?

Vecchio: Stiamo mettendo a punto e migliorando tutti i nostri prodotti. Un punto fondamentale sarà l’integrazione con le tecnologie IoT e stiamo collaborando anche con aziende internazionali per ampliare la nostra offerta di servizi. Nella Road Map vi è sicuramente il dialogo con i diversi investitori nazionali ed internazionali per la raccolta di nuovi finanziamenti.


Al WMF avete parlato del vostro prodotto Earthalytics. Come funziona? Quali sono le interazioni e le possibili applicazioni dal lato utente?

Vecchio: Molto semplice dal punto di vista dell’utente e più complessa per noi. Le applicazioni che si possono creare sono potenzialmente infinite. L’utente mette insieme quelli che noi chiamiamo “Brick”, gruppi di algoritmi che compiono diverse azioni: dalla classificazione, all'analisi delle immagini. A seconda di come gli utenti mettono insieme questi brick vengono realizzate diverse applicazioni geospaziali nel settore delle infrastrutture, nell'agricoltura e nell’urbanistica.

Volpe: Tra l’altro adesso stiamo sperimentando il concetto di interazione con le startup che stanno approcciando il settore spaziale permettendo anche la realizzazione di applicazioni con zero conoscenze di codice. Guardando al caso dell’agricoltura, per esempio, possiamo mettere a disposizione di agronomi la possibilità di analizzare i dati utilizzando il servizio con le API.

Avete lanciato dei programmi o realizzato delle ricerche sul tema della sostenibilità?

Volpe: Stiamo partendo con una campagna di comunicazione che è connessa agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU. La nostra idea è che la nostra soluzione può dare un contributo a diversi obiettivi, come la protezione della vita sulla terra, il miglioramento della qualità della vita o la sostenibilità delle città. Vogliamo sensibilizzare le persone su questi temi e siamo partiti con una campagna nei social.

Pensando al tema delle Smart Cities e della concentrazione urbana Latitudo sicuramente può dare un supporto. Immagino ci siano applicazioni anche su questo ambito.

Volpe: Proprio su questo stiamo facendo un lavoro di ricerca con i colleghi del team di sviluppo, creando delle mappe di temperature urbane ad altissima risoluzione che ci consentono di analizzare come all’interno di una città la temperatura al suolo varia anche di 10 gradi tra le zone altamente industrializzate e le zone verdi. La logica è di far capire che il verde non è solo un aspetto estetico ma contribuisce considerevolmente a migliorare la qualità della vita.

Vi ringrazio Vincenzo e Gaetano e vi aspettiamo alla prossima edizione del WMF a Novembre.

Volpe: Grazie a te Davide ci fa sempre piacere poter condividere la nostra esperienza.  Sarebbe bello far nascere un movimento di aziende spaziali, al di là dei nomi che ti ho citato prima che sono diventati leader assoluti a livello internazionali.  Vogliamo essere la testimonianza che non bisogna essere obbligatoriamente ingegnere aerospaziale per creare aziende nel settore e che lo spazio oggi è alla portata di tutti.

 


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