Fri3nd racconta: tecnologia 3D e una community di Maker per convertire maschere respiratorie in piena emergenza sanitaria. L’intervista


Fri3nd è una startup specializzata in modellazione e stampa 3D che ha partecipato alla call di Isinnova a sostegno degli ospedali lombardi. Il fondatore Stefano Grimaldi ci ha raccontato quanto sia importante “poter contare su tanti “1” in contesti emergenziali come questo.

di Mirko Malgieri

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tecnologia

Stefano Grimaldi è il fondatore di Fri3nd, una startup specializzata in modellazione e stampa 3D, utilizzo di droni, realizzazione di tour virtuali ma anche della realizzazione di laboratori didattici, convegni e corsi di formazione per aziende private, scuole, enti pubblici e centri di ricerca.

Nell’intervista rilasciata al WMF, Stefano ci racconta l’impegno di Fri3nd in risposta alla call lanciata da Isinnova, una realtà bresciana in contatto con gli ospedali lombardi per riconvertire le maschere da snorkeling Decathlon già in commercio in maschere respiratorie di emergenza per terapia sub-intensiva.

Così Fri3nd, insieme a una community di imprese e a una vera e propria rete di Maker, ha lavorato per realizzare da zero oltre 500 valvole “Charlotte” e “Dave” necessarie all’impiego delle maschere per la respirazione assistita dei pazienti e per far fronte all'emergenza sanitaria.

Stefano, cos’è Fri3nd e di cosa si occupa?

Fri3nd è una piccola realtà innovativa e tecnologica ma con una grande esperienza alle spalle nel campo dell’additive manufacturing, cioè l’uso di macchine come ad esempio stampanti 3d per la creazione di prototipi o per passare dall’idea al prodotto finito, attualmente si occupa inoltre di robotica educativa e droni. Nasce nel 2014 e si dedica alla diffusione e divulgazione di cultura innovativa con convegni, workshop, open day, laboratori, collabora con una grande rete di aziende e appassionati e diventa punto di riferimento per l’Innovazione digitale in campo 3D sul territorio.

In contesti emergenziali complessi come quello che stiamo vivendo, uno degli strumenti più preziosi è sicuramente la cooperazione tra realtà e professionisti: qual è stato il vostro contributo contro l’emergenza?

Sicuramente in molti casi è stato dimostrato come l’unione fa la forza e, soprattutto in questa situazione dove le restrizione possono paralizzare un intero paese, poter contare su tanti “1” ci permette di far fronte a centinaia di richieste. La stampa 3d è un tipo di tecnologia diffusa, ma soprattutto decentralizzata: molti hanno una stampante 3d a casa e la utilizzano per stampare parti di ricambio, gadget, utensili, o come in questo caso dispositivi individuali di protezione (Dpi) di emergenza. L’attivazione della rete di collaborazioni avviene così in pochi minuti, grazie a qualche telefonata: partendo dal problema un gruppo di Ingegneri studia la soluzione e in altro luogo questa viene prodotta in tempi brevissimi, dopo poco si testa in campo ed è pronta per diventare realtà. Tutto questo nel giro di qualche ora, ore vitali per salvare qualche vita. Questo è stato il percorso di Isinnova, giovane azienda bresciana che ha dimostrato quanto le nuove tecnologie possano fare la differenza oggi e soprattutto diventare vera innovazione perché applicate a casi concreti (https://www.isinnova.it/easy-covid19/). Noi di Fri3nd ci sentiamo parte integrante di questa community, proponiamo idee e soluzioni innovative per affiancare chi voglia concretizzare la sua idea, partecipiamo con le nostre macchine e le nostre competenze e dove servano altri macchinari o altre competenze ci rivolgiamo a questa vasta rete.

Uno sguardo dall’interno: come reagisce una startup come Fri3nd di fronte a una situazione imprevista come questa?

Non è semplice, l’attività di Fri3nd non rientra in quelle “essenziali” dell’ultimo decreto, per cui ci siamo trovati disorientati inizialmente, per poi cominciare a rimboccarci le maniche e cercare soluzioni concrete invece che passare il tempo a lamentarsi sui social delle misure restrittive. Abbiamo dovuto rimodulare il nostro lavoro, allestito una piattaforma di comunicazione e un laboratorio in casa, abbiamo cominciato ad informarci e a formarci sugli ambiti più colpiti in questo momento, abbiamo attivato la nostra rete di maker del territorio tenendoli pronti ad intervenire in caso di richieste urgenti e continuiamo ad affiancare e a supportare i nostri clienti con sistemi da remoto.

Uno sguardo invece al futuro, quando si tornerà alla “normale” routine e si dovrà fare tesoro di tutte le difficoltà di queste settimane...

Tornare alla “normalità” sarà difficoltoso per tutti, in primis bisognerà rimodulare la priorità dei nostri bisogni, riabituarsi alle lancette del nostro orologio lavorativo se non si è investito nello smart working, tornare alle relazioni umane dopo quelle social. Per noi di Fri3nd le difficoltà si sono trasformate in opportunità, ci sono arrivati tanti spunti da poter sviluppare e nuove sfide da affrontare.

La vostra esperienza è l’ennesima conferma di quanto le PMI siano realtà fondamentali per il tessuto sociale ed economico del nostro Paese: che augurio faresti a questo settore per il prossimo futuro?

Auguro alle aziende e ai miei colleghi di perseverare nei propri sogni, che non esiste un'unica strada per raggiungere un obiettivo, ma serve flessibilità e impegno. Inoltre continuare a lavorare su se stessi, a investire in formazione, in problem solving e a spendere tempo nel coltivare anche le relazioni umane, sia per recuperare il tempo perso in questo isolamento, che per cogliere idee e opportunità che possono arrivare. Come la grande rete di Makers ha dimostrato in questi giorni mettendosi a disposizione della comunità, non dimentichiamoci di aiutare anche loro a crescere, sia professionalmente che come veicoli di innovazione.

 

Fonti

https://www.isinnova.it/easy-covid19/


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