Didattica a distanza: intervista a un professore sulla formazione online


Per rispondere all'emergenza del Coronavirus, che ha imposto la chiusura di scuole, università e aziende, sono tante le iniziative a sostegno di insegnanti e docenti. Ne abbiamo parlato col professor Lamberto Giannini, docente di filosofia presso il liceo Federigo Enriques di Livorno.

di Simone Di Sabatino

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Innovazione digitale

Didattica a distanza, lezioni e webinar gratuiti, in una parola: formazione. Negli ultimi giorni, a causa delle conseguenze legate al Coronavirus e soprattutto delle direttive contenute nell'ultimo D.P.C.M. per contenere l’emergenza sanitaria, abbiamo assistito a un importante cambiamento della nostra quotidianità. Scuole, università, aziende e locali chiusi, divieto di uscire se non per lavorare, acquistare cibo e beni di prima necessità.
Il fermo imposto ha provocato, di fatto, un nuovo scenario che ha trovato impreparate molte persone. Lo smart working e la didattica online sono diventati temi di discussione frequenti perché, spesso, di difficile applicazione per diversi motivi. Le aziende che già adottavano misure di lavoro a distanza (e che possono proseguire in tal modo le proprie attività) hanno assorbito il colpo, discorso diverso invece per chi non ha la possibilità di questa modalità di lavoro e per chi non era formato sull’utilizzo dei nuovi mezzi tecnologici.
Discorso simile per le scuole e le università: professori che avevano già sperimentato nuove tecniche a supporto della tradizionale didattica sono riusciti a proseguire le loro attività, altri invece si sono dovuti presto riadattare e formare, non senza difficoltà, coi mezzi messi a disposizione dai propri istituti o suggeriti dagli studenti. I dirigenti scolastici hanno così attivato, in ottemperanza del decreto ministeriale, la sospensione delle attività didattiche nelle scuole proponendo modalità di didattica a distanza, webinar di formazione, contenuti multimediali, etc.

Per sopperire a queste mancanze anche il WMF, da sempre impegnato nella formazione di qualità sul digitale, ha lanciato numerose iniziative completamente gratuite a sostegno dell’emergenza causata dal Covid-19. Il Festival si è infatti attivato proponendo Azione Comune, #AzioniamoLaMente, Internet per Insegnanti e la nuova edizione de La Settimana della Formazione, entrando anche a far parte di Solidarietà Digitale, iniziativa del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, che mira a ridurre l’impatto sociale ed economico del Coronavirus grazie a soluzioni e servizi innovativi.

In particolare l’iniziativa del WMF Internet per Insegnanti è stata ideata per offrire a docenti e insegnanti l’opportunità di poter proseguire con la didattica a distanza attraverso lezioni gratuite, seguendo un percorso formativo e di conoscenza sull’utilizzo di software e strumenti utili alla causa (a tal proposito consigliamo una pratica guida su come fare una videoconferenza). Negli ultimi anni sono stati numerosi i professori che hanno approcciato in maniera innovativa la didattica, utilizzando i nuovi mezzi tecnologici messi a disposizione. Abbiamo parlato di questo col professor Lamberto Giannini, docente di filosofia presso il liceo Federigo Enriques di Livorno, che da tempo pubblica le proprie lezioni su YouTube.

 

Professore, da quanto tempo pubblica le sue lezioni online?
Da dicembre 2016.


Da molto prima dell'emergenza dunque. Come è nata l’esigenza di fare delle videolezioni su YouTube?
È nata da un mio ex alunno che mi disse che gli era piaciuto molto fare lezione di filosofia con me ed era un peccato che altri non ne potessero usufruire. Allora mi ha chiesto se potevo registrare delle lezioni e mandargliele, così che poi lui le potesse mettere sul canale. E così abbiamo deciso di fare una cosa molto didattica con lezioni riassuntive. A volte non sono tante brevi sebbene ma per un argomento filosofico a volte ci vogliono ore. In ogni caso è tutto ridotto. Quando ho messo le lezioni ci sono stati tantissimi riscontri positivi: ad esempio i miei alunni che non capiscono qualcosa vanno a rivedere alcuni passaggi, se uno prende una influenza può seguire lo stesso la lezione, e anche esterni e universitari hanno apprezzato.  E poi abbiamo iniziato anche a divertirci nel farlo.

E come rispondono gli studenti?
Molto bene, fanno diverse domande, chiedono, fanno osservazioni, critiche, diventa tutto molto interessante.

Crede che l’e-learning possa essere un supporto alla didattica tradizionale o una vera e propria alternativa?
Secondo me è un supporto. Non può sostituire, può aggiungere. È interessante come possibilità aggiuntiva, non come possibilità sostitutiva.

Come si stanno adoperando i suoi colleghi per sopperire la mancanza di didattica tradizionale di questi giorni?
La scuola ci ha dato una piattaforma visto che molti non sono formati, si tratta di Classroom e Meet di Google. E così i ragazzi possono iscriversi al corso. Io ad esempio faccio lezioni di 45 minuti perché online è più complicato avere una risposta diretta. Non è come essere in classe insomma ma aiuta.


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