Buon Internet Day a tutti!


Il 29 ottobre è il compleanno di internet. La prima comunicazione avvenne infatti nel lontano 1969. Da allora molto è cambiato.

di Simone Di Sabatino

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Innovazione digitale

Lo sapevate che oggi, 29 ottobre, è il compleanno di Internet? Era infatti il lontano 29 ottobre 1969 quando avvenne il primo invio di un messaggio tra due computer grazie alla rete ARPAnet. Il tutto accadde in California dove si misero così in contatto i computer dell’Università della California e dello Stanford Research Institute. Fu merito dunque di un piccolo gruppo di ricercatori, a dir poco pionieri dell’epoca, che oggi si celebra il cosiddetto Internet Day, ma le celebrazioni della ricorrenza sono iniziate solo a partire dal 2005.

Dopo 52 anni il www – e in realtà anche il mondo – è letteralmente cambiato grazie soprattutto al progresso tecnologico e alla rivoluzione digitale. Oggi mandare una mail o un messaggio a persone in tutto il mondo è a portata di click, le nostre vite e i nostri lavori sono stati stravolti dal digitale e quando si pensa al futuro non si può prescindere dal pensare il web come struttura portante o comunque fondamentale per i processi di miglioramento. Eppure nel 1969, tra i due laboratori californiani il primo messaggio ebbe non pochi problemi: il sistema andò in crash immediatamente dopo l’invio delle prime due lettere del messaggio, che dunque non arrivò per intero.

Quell’esperimento però fece comprendere agli studiosi le potenzialità dello strumento e da allora si studiò e lavorò alacremente per poter permettere quello che oggi sembra normale, ovvero spedire dati e informazioni istantaneamente a grandi distanze. Fu poi solo nel 1991 che vide la luce il primo sito internet, grazie a Tim Berners-Lee che, dal CERN di Ginevra, lo realizzò e lo condivise con gli internauti.

Negli ultimi anni, come detto, il web è divenuto importante nelle nostre vite, uno strumento di conoscenza e condivisione dalle potenzialità illimitate, che però mette di fronte a delle scelte che la comunità internazionale sta approcciando, tentando di creare le basi per quello che molti definiscono come Risorgimento Digitale.

Ma fin dove deve spingersi la tecnologia? Con l’intelligenza artificiale che continua a fare passi da gigante ad esempio si pongono degli interrogativi etici che mettono sul piano la robotica e la coscienza umana, elementi che necessariamente devono relazionarsi per creare un futuro migliore, ma come? Oggi vi sono infatti due modalità di pensiero: chi è preoccupato dal perfezionamento dell’AI, che teme possa mettere a repentaglio l’operare dell’essere umano, chi invece la promuove come strumento simbolo del progresso. “Noi abbiamo sensazioni, sentimenti, emozioni, pensieri e una capacità creativa a cui si aggiunge il libero arbitrio. Queste capacità il computer non le avrà mai” ha spiegato in uno speech al WMF2021 Federico Faggin, inventore del microprocessore. “La coscienza non può essere Digitale”.


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