Tanti auguri internet! Oggi il www compie 30 anni


Era il lontano 12 marzo 1989 quando Tim Berners-Lee presentava al Cern di Ginevra il World Wide Web. Ma qual è oggi lo stato di salute di internet?

di Simone Di Sabatino

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Innovazione digitale

Buon compleanno al web! Oggi il www spegne 30 candeline. Tutto iniziò il lontano 12 marzo 1989 quando Tim Berners-Lee, fisico britannico, presentò al Cern di Ginevra la sua rivoluzione: il World Wide Web basato sul protocollo http (hypertext transfer protocol), sugli url e sul linguaggio html. La “rete”, come oggi siamo soliti chiamarla, nasce allora da un concetto piuttosto semplice: connettere il mondo attraverso collegamenti ipertestuali e device tecnologici.
Quel giorno è entrato direttamente nei libri di storia e Berners-Lee è oggi considerato al pari dei grandi inventori del passato come Meucci, Marconi ed Edison. Oggi infatti internet ha letteralmente rivoluzionato le nostre vite. Il suo “Information Management: a Proposal” fu il documento che diede il via a un nuovo modo di pensare e concepire le cose. Il fisico immaginava che condividendo dati scientifici l’intera comunità – e in particolare gli addetti ai lavori – avrebbe potuto beneficiare del progresso della scienza. Il suo progetto piacque e così Berners-Lee potè sviluppare la cosa insieme al ricercatore belga Robert Cailliau.


Dalla teoria alla pratica

Sebbene un modello primordiale del web esisteva negli Stati Uniti sin dagli anni Sessanta (il progetto Arpanet voluto dal Ministero della Difesa), ci vollero un paio di anni affinché Berners-Lee e Cailliau, dopo l'incarico, arrivarono a qualcosa di concreto. Iniziarono a progettare il primo browser e nel 1991 il primo sito web accessibile a tutto il mondo vide la luce. Di lì a poco il World Wide Web si allargò a macchia d’olio grazie alle sue innovative e sconfinate potenzialità. Il Cern diffuse pubblicamente il codice sorgente e così Berners-Lee non ricevette alcun profitto dalla sua idea. Discorso diverso invece per quanto riguarda la sua fama, cresciuta a livelli vertiginosi. Il britannico è stato anche insignito del titolo di “Sir” direttamente dalla Regina Elisabetta e oggi è impegnato in numerosi progetti legato al mondo digitale. Ha lanciato ad esempio il “Contratto per il web”, iniziativa che mira a “stabilire norme, leggi e standard chiari che sostengono la rete. I governi, le aziende e i cittadini stanno contribuendo e puntiamo ad avere un risultato entro la fine dell’anno” ha spiegato il fisico, che ha aggiunto: “I governi devono trasferire leggi e regolamenti nell’era digitale […] e hanno la responsabilità di proteggere i diritti e le libertà delle persone online”.


Qual è l’attuale stato di salute di internet? I problemi e le ipotetiche soluzioni

Negli ultimi 10 anni, con l’avvento degli smartphone, internet ha avuto un nuovo scossone ed è  definitivamente esploso. Oggi tutta la nostra quotidianità passa attraverso la ricerca sul web, le app, comunicazioni rapidissime e un’interconnessione iper strutturata come mai accaduto finora. Nonostante gli enormi passi in avanti di un mezzo divenuto parte integrante delle nostre vite il web presenta numerosi problemi. In primis l’accessibilità: si calcola infatti che circa 2 miliardi di persone al mondo non hanno ancora una connessione ad internet a causa della mancanza di infrastrutture, dei costi degli abbonamenti e di una generale impreparazione al mezzo. “Abbiamo la responsabilità di assicurarci che il web sia riconosciuto come un diritto umano e costruito per il bene pubblico” ha affermato Tim Berners-Lee, “è più che mai urgente assicurare che l’altra metà del mondo [i non connessi, ndr] non sia lasciata indietro e che ognuno contribuisca a una rete che promuova uguaglianza, opportunità e creatività”.  Per risolvere questo problema aziende e stati stanno lavorando per garantire un web alla portata di tutti ma passeranno ancora diversi anni affinché questo traguardo possa dirsi raggiunto.
Altro problema di pubblico dominio negli ultimi anni è quello della privacy e della sicurezza: il 2018 ha visto lo scandalo privacy di Facebook e in generale sono diverse le zone d’ombra nei quali i dati sensibili possono essere utilizzati per scopi poco chiari. A tal proposito è intervenuta la Commissione Europea che ha da poco reso operativo – il 25 maggio del 2018 – il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati (il celeberrimo “GDPR, General Data Protection Regulation”) che offre più sicurezza in materia di trattamento dei dati personali e privacy.
Sulla questione è intervenuto lo stesso inventore del web che ha affermato che aziende come Google e Facebook hanno troppo potere e che possono utilizzare il web come “arma” a loro vantaggio. Per tale motivo Berners-Lee si batte per un web più giusto, che sia accolto e regolamentato da leggi universali. Oltre al “Contratto per il Web”, il britannico è impegnato in Solid, una piattaforma che ha l’obiettivo di tutelare i dati degli utenti. “Sarebbe disfattista pensare che il web che conosciamo non possa essere cambiato in meglio nei prossimi 30 anni. Se rinunciamo a costruire un web migliore ora non sarà il web ad averci deluso ma noi ad aver fallito” ha spiegato.

 

Fonti

https://www.theguardian.com/technology/2019/mar/12/tim-berners-lee-on-30-years-of-the-web-if-we-dream-a-little-we-can-get-the-web-we-want
https://techcrunch.com/2019/03/12/marking-30-years-of-the-web-tim-berners-lee-calls-for-a-joint-fight-against-disinformation/
http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2019/03/09/il-world-wide-web-compie-30-anni_04536ba4-45a2-4182-b829-e9e4c1266442.html


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