Google investe 1 miliardo di dollari sugli editori


Sundar Pichai, CEO di Big G, ha affermato il lancio di Google News Showcase, una nuova piattaforma che ospita contenuti scelti dai media.

di Simone Di Sabatino

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Innovazione digitale

1 milione di dollari per promuovere una nuova piattaforma, investire sugli editori e soprattutto garantire contenuti di qualità. Questo l’obiettivo di Google che lancia News Showcase, piattaforma nella quale ospiterà notizie a pagamento prodotte da editori in tutto il mondo. Big G ha stilato un piano di investimento di 1 miliardo di dollari spalmati in 3 anni che andranno a supportare gli editori. Questi in cambio selezioneranno le notizie certificate in Google News Showcase, una partnership che mira a produrre contenuti di qualità e a ricompensare tutti gli editori che finora hanno visto utilizzate le proprie news dal motore di ricerca per eccellenza.

In passato infatti vi sono state numerose polemiche su Google News in quanto gli editori e le testate che venivano mostrati nella vetrina di contenuti di Big G chiedevano di essere ricompensati. Ora invece cambia completamente lo schema utilizzato. Come ha affermato Sundai Pichai la sua azienda “pagherà gli editori per creare e curare contenuti di alta qualità per un diverso tipo di esperienza di notizie online”. Sul suo blog inoltre si legge. “Il nostro sforzo economico, il più grande sino ad oggi, ripagherà gli editori e consentirà loro di pubblicare nuovi contenuti di alta qualità e migliori esperienze online per gli utenti che si informano”.

Saranno infatti gli editori stessi a scegliere i contenuti da inserire in Google News Showcase, che è già attivo, in fase di test, in Brasile e Germania dove sono state avviate collaborazione con alcuni editori come Der Spiegel, Die Zeit, Folha de S. Paulo e Infobae. L’obiettivo chiaramente è quello di espandersi in tutto il mondo e Pichai ha anticipato che sono già circa 200 gli accordi firmati in numerosi paesi, dove segnaliamo l’assenza dell’Italia.

La condivisione delle news avverrà prima su Android mentre in un secondo momento sarà attiva anche sui dispositivi Apple. “Questo approccio è differente da tutti gli altri nostri prodotti perché permette che ci siano le scelte editoriali individuali dei singoli editori su quali storie presentare ai potenziali lettori” ha spiegato Pichai.

La notizia è stata accolta in maniera contrastante: da una parte chi pensa che questa sia una ottima mossa per promuovere contenuti di qualità, dall’altra chi crede che questo sia un modo per dividere il settore. In Francia e Germania, ad esempio, alcuni editori si sono rifiutati di partecipare al programma chiedendo maggiori tutele e il rispetto delle nuove leggi europee sul copyright. Angela Mills Wade, direttore esecutivo dell’European Publishers Council, si è definita critica riguardo l’operazione di Google: “Con il lancio di questo prodotto Google può dettare termini e condizioni, neutralizzando le leggi progettate invece per creare le condizioni per una negoziazione equa. Allo stesso tempo Google può anche dire che sta finanziando l’industria dell’informazione” ha affermato.

Il gruppo editoriale tedesco Axel Springer, che si è spesso lamentato della posizione dominante di Google nel settore dell’editoria, ha affermato di essere disponibile a lavorare con piattaforme tecnologiche a condizione che “non rendano difficile o impossibile” far rispettare i diritti degli editori ai sensi della legge sul copyright.

Di altra opinione Stefan Ottlitz di Der Spiegel: “siamo felici di far parte di questo progetto”, che ha poi definito Google come partner “serio nel sostenere il giornalismo di qualità in Germania”.

 

Fonti

https://www.corrierecomunicazioni.it/media/google-tende-la-mano-agli-editori-sul-piatto-1-miliardo-di-dollari/
https://www.bizjournals.com/sanjose/news/2020/10/01/google-pledges-1bn-to-pay-for-news.html
https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2020/10/01/google-1-miliardo-di-dollari-in-tre-anni-agli-editori_c496f25a-e717-4fe0-8fa2-b069194ec753.html


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