Il 7 febbraio è la Giornata Nazionale contro bullismo e cyberbullismo


Il problema è attualissimo: il 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito bullismo. E il cyberbullismo passa dal web ai telefoni con il 22,2% degli adolescenti

di Simone Di Sabatino

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Innovazione Sociale

Bullismo e cyberbullismo sono diventati temi di cronaca che si ripetono ormai quotidianamente. Da quando la rivoluzione digitale ha radicalmente modificato le nostre vite, mettendo in tasca uno smartphone a ognuno di noi, i casi di bullismo e cyberbullismo sono notevolmente incrementati, in virtù anche della loro effettiva documentazione e soprattutto perché viaggiano sul web. Per dire stop ai comportamenti scorretti e disonesti il 7 febbraio è stata indetta la Giornata Nazionale contro bullismo e cyberbullismo. Istituita dal MIUR nel 2018, l’iniziativa si inserisce nel Piano Nazionale dedicato a questi tempi e che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica, dare un aiuto concreto ai ragazzi che ne sono stati vittima e mettere in essere soluzioni preventive che impediscano le azioni dei cosiddetti bulli.
Purtroppo i numeri che provengono dalle statistiche sono ancora preoccupanti: nell’ultimo anno 1 ragazzo su 2 tra gli 11 e i 17 anni è stato vittima di episodi di bullismo. Il 19,8% riferisce di aver subito uno o più episodi a settimana. Sono le ragazze le più colpite rispetto ai loro coetanei maschi. L’85,2% degli adolescenti inoltre utilizza quotidianamente il telefono e tra questi il 22,2% ha riferito episodi di cyberbullismo, che ricadono all’interno della macro-area bullismo, una emergenza che necessita di essere contrastata con iniziative di informazione e di presa di consapevolezza del fenomeno.


Gli episodi di cyberbullismo sono in continua crescita e anche aziende e social network stanno cercando di limitare il più possibile l’insorgere del fenomeno. Tra gli ultime Tik Tok, il nuovo social cinese che sta spopolando tra i giovanissimi, ha deciso di limitare la visibilità dei contenuti di persone obese e disabili in quanto è proprio contro di essi che si scatenano i bulli o i cosiddetti “leoni da tastiera”. Una scelta che ha fatto discutere in quanto Tik Tok non va ad agire contro il bullo bensì va a censurare, di fatto, la vittima.
“Il cyberbullismo deve essere prevenuto e affrontato con il controllo, l’educazione e il dialogo da parte dei genitori con i propri figli” afferma Luca Bernanrdo, responsabile dei rapporti con enti e istitituzione della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale. Visto che i dati parlano chiaro è necessario fare quadrato e lottare insieme contro questo annoso fenomeno dialogando con istituzioni, famiglie, ragazzi e specialisti sanitari. È proprio la difficoltà di comunicazione tra genitori e figli, e in generale tra le diverse generazioni, che pone le basi per il problema. Lo sviluppo del web  e del digitale non ha fatto altro che confondere ulteriormente i genitori, che non riescono a impartire regole e a promuovere un utilizzo etico dei device tecnologici e di internet. Le uniche limitazioni dettate dai genitori - e lamentate dagli adolescenti - sono sul tempo di utilizzo e non sulle regole di comportamento.

Il WMF il più grande Festival dell'Innovazione Digitale e Sociale è da anni impegnato nella promozione di un internet migliore e nella formazione sui nuovi prodotti tecnologici e digitali. È solo attraverso opere di prevenzione e di alfabetizzazione digitale che si possono limitare fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Anche durante la prossima edizione del Festival affronteremo il tema con esperti e promuoveremo attività e iniziative che condividono il messaggio lanciato dal MIUR durante la Giornata Nazionale contro bullismo e cyberbullismo sui pericoli dati da questo increscioso fenomeno.

 

Fonte

https://www.istat.it/it/files//2019/03/Istat-Audizione-27-marzo-2019.pdf


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