Libertà di stampa, RSF: "Zone bianche mai così basse dal 2013"


Bramata, lottata, ricercata, difesa, ha una “giovane età” ma una lunga e intricata storia: stiamo parlando della giornata mondiale della libertà di stampa, che si festeggia oggi, 3 maggio.

di Costanza Carli

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Innovazione Sociale

Nonostante se ne parli “un po’ da sempre”, la libertà di stampa ha la sua giornata mondiale solo dal vicino 1993, quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha individuato il 3 maggio come data per celebrarla a livello internazionale. 

Ma qual è la situazione odierna della libertà di espressione?

Ce lo dice senza giri di parole il rapporto annuale di Reporter Senza Frontiere, organizzazione non governativa e no-profit che promuove e difende la libertà di informazione e la libertà di stampa: “l'esercizio del giornalismo è 'totalmente o parzialmente bloccato' in più di 130 paesi”. Si tratta del 73% dei paesi presi in esame (180 totali). In sostanza: la situazione è piuttosto preoccupante.

L’Organizzazione, fondata nel 1985 a Montpellier e con sede a Parigi, opera principalmente in due modi: da un lato si concentra sulla censura di Internet e sui nuovi media, mentre dall’altro è dedita a fornire assistenza materiale, economica e psicologica ai giornalisti assegnati a zone pericolose.

Ogni anno analizza lo stato della libertà di stampa stilando una classifica, e quest’anno ha messo in evidenza quanto la pandemia da COVID-19 abbia influito (negativamente) sulla libertà d’espressione a livello globale.

 

Ecco la mappa del 2021: prevalgono il rosso, il giallo e l’arancione, colori che quest’anno hanno assunto un significato tutt’altro che rassicurante. La classifica prende il nome di World Press Forum Index, e riflette il grado di libertà che i cronisti, le nuove organizzazioni e i “natizen" (le persone che partecipano attivamente alla vita di internet) hanno nei rispettivi paesi, prendendo in considerazione anche l’operato dei singoli Stati per tutelarla.

Secondo il Rapporto, nel 2021 sono 73 i paesi in cui i giornalisti non hanno accesso - o sono gravemente ostacolati ad accedere - alle informazioni, e 59 quelli con delle restrizioni. In totale, in 132 dei paesi presi in esame la libertà d’espressione non e’ garantita pienamente. Il numero delle “aree bianche” individuate - che indicano i paesi in cui la situazione è ottimale, come riportata in figura - non toccava livelli così bassi dal 2013.

La mappa sottolinea dunque un drammatico aggravamento della possibilità di accesso alle informazioni da parte delle persone e un aumento degli ostacoli per la copertura mediatica. 

Reporter Senza Frontiere ci dà un punto di vista interessante, ma forse non del tutto nuovo: la pandemia di coronavirus ha peggiorato anche la libertà di stampa. Ma non è la prima a sollevare preoccupazioni: Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Committee to Protect Journalists, CPJ) si era già espresso a riguardo nel giugno 2020, sottolineando quanto la pandemia stesse mettendo alla prova il lavoro dei giornalisti e il loro libero accesso alle informazioni.

Le violazioni della libertà di stampa causate dal diffondersi del virus COVID-19, documentate da CPJ fino a giugno 2020, sono 207, e possono essere suddivise in 10 categorie: Attacco, Censura, Espulsione, Maltrattamento, Detenzione, Azione legale, Persona scomparsa, Minaccia.

 

Photo Credit: CPJ

Qui possibile interagire con la mappa e approfondire nel dettaglio i dati relativi alle singole categorie.

E la situazione italiana?

Photo Credit: RSF 
 

Sempre secondo il World Press Forum Index, stilato da Reporter Senza Frontiere, l’Italia si colloca al 41esimo posto, come nel 2020. Qui potete trovare l’intero indice. La valutazione del Belpaese è stata condizionata anche dal verificarsi di diversi movimenti di protesta, che durante la pandemia hanno acquisito nuova forza.

 

Fonti

https://cpj.org/

https://www.fnsi.it/rapporto-rsf-sulla-liberta-di-stampa-lorusso-il-41-posto-dellitalia-risultato-anche-delle-riforme-mancate

https://rsf.org/en/italy

https://www.agi.it/estero/news/2021-01-27/davos-violazioni-liberta-stampa-durante-pandemia-11169244/

https://cpj.org/reports/2020/06/covid-19-here-are-10-press-freedom-symptoms-to-track/

 


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