Oggi è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne


Istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, ricorre ogni anno il 25 novembre. C’è ancora molta strada da fare: in Italia sono 43mila le donne in un anno che si rivolgono ai centri anti-violenza.

di Simone Di Sabatino

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Innovazione Sociale

Oggi è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Si tratta di una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e che si celebra ogni 25 novembre. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema attraverso campagne informative, eventi, conferenze, dibattiti e incontri. Il 25 novembre non è una data casuale: l’ONU l’ha scelta perché proprio in questo giorno un gruppo di donne si riunì a Bogotà nel 1981 per l’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi. La data è scelta anche in ricordo di un terribile assassino nel 1960 perpetrato dal regime di Trujillo nella Repubblica Dominicana, quando le 3 sorelle Mirabal, appartenenti all’opposizione, furono rapite, stuprate, torturate e uccise dagli agenti militari. Il triplice omicidio scosse i dominicani e ci fu una reazione popolare nel Paese che portò all’uccisione di Trujillo e alla fine della dittature trentennale.

Nonostante il tema della violenza delle donne sia oggi più discusso e condannato dai media e dall’opinione pubblica c’è ancora tanta strada fare per risolvere l’annosa questione. Secondo l’Istat infatti, in un report stilato insieme al Dipartimento per le pari opportunità e le Regioni, nel 2017 sono state 43.467 le donne che si sono rivolte ai centri anti-violenza. Si tratta di 15,5 donne ogni 10mila, un numero troppo alto. L’indagine, che ha analizzato i numeri raccolti dai 281 centri anti-violenza in Italia, dicono che, di queste donne, il 63,7% ha figli e questi sono minorenni nel 73% dei casi.
Attualmente l’offerta di centri anti-violenza in Italia non è adeguata a supportare la richiesta: secondo la Convenzione di Istanbul ce ne dovrebbe essere uno ogni 10 mila abitanti, nel nostro Paese ce ne sono invece 0,05 ogni 10mila abitanti. I centri sono luoghi ai quali le donne vittime di violenza e abusi si rivolgono e 7 su 10 iniziano un percorso per uscire fuori dalla preoccupante situazione.
I dati allarmanti riguardano anche i carnefici: in 8 casi su 10 si tratta di familiari o comunque di persone che hanno le chiavi di casa. I dati del report 2019 “Questo non è amore” della Polizia di Stato parla di 88 donne che subiscono violenza ogni giorno, una ogni 15 minuti. Si tratta nel 60% dei casi di percosse, violenza sessuale e stalking compiuti dall’ex partner. L’80% delle donne che subiscono violenza sono italiane, così come i loro aguzzini (74%). “La violenza sulle donne è democratica” spiega Lella Palladino, presidente di D.i.Re – donne in rete contro la violenza, associazione di centri anti-violenza non istituzionali. Non c’è distinzione di classe sociale o latitudine, sono le donne appartenenti a ogni regione e ceto che subiscono violenza.

Secondo una indagine di Amnesty International sulle leggi sullo stupro in Europa solo in otto stati si parla di stupro come di assenza di consenso in un rapporto sessuale. In tutti gli altri stati si parla di stupro come di violenza fisica o coercizione. Evidente che la legislazione europea su questo delicato tema è ancora arretrata e in alcuni stati violenza sessuale e stupro si riferiscono come termini "riferiti all'onore o alla morale".

Sono numerosi gli eventi e le iniziative realizzate per la giornata di oggi in tutta Italia. Da Roma a Napoli, da Firenze a Milano si tengono infatti dibattiti, tavole rotonde e conferenze sul tema.

 

Fonti

https://www.dire.it/22-11-2019/394074-femminicidi-e-violenza-sulle-donne-numeri-in-costante-aumento/

https://www.osservatoriodiritti.it/2019/11/25/violenza-sulle-donne-2019-giornata-contro-la-violenza-dati-istat/

https://www.amnesty.it/rapporto-amnesty-international-europa-legislazioni-sullo-stupro-antiquate/

 


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