Facebook promuove l’alfabetizzazione digitale nel Myanmar


Dopo le campagne d’odio che hanno creato diversi problemi in Birmania, la società di Zuckerberg ha deciso di aiutare il Paese per un utilizzo consapevole del web.

di Simone Di Sabatino

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Innovazione digitale

La situazione del Myanmar, o Birmania, è da qualche tempo molto delicata: negli ultimi anni infatti ci sono state violente battaglie interne e continue discriminazioni, in particolare verso la minoranza dei Rohingya. All’interno di questi incresciosi avvenimenti Facebook avrebbe svolto un ruolo ambiguo e l’azienda di Mark Zuckerberg è stata accusata dalla Business for Social Responsibility (BSR) di non aver impedito la veicolazione di campagne d’odio e fake news sul proprio sito.

Dopo tutto lo scalpore che ha generato la situazione, Facebook ha fatto mea culpa e cercato di risolvere la situazione grazie ad alcune iniziative volte ad aiutare il Paese: in un post ufficiale del blog di FB infatti, la società ad esempio si è incaricata di aiutare nell’alfabetizzazione digitale l’intero Myanmar. Nell’ultimo anno sono state numerose le risorse utilizzate per fermare la tragica situazione che vede come vittime i Rohingya (minoranza etnica di religione musulmana)
ed è per questo che Facebook ha annunciato una collaborazione con il Myanmar Book Aid and Preservation Foundation (MBAPF) - un’organizzazione non profit che ha l’obiettivo di migliorare l’accesso e la qualità ai servizi bibliotecari in tutto il Paese - per aiutare lo sviluppo dell’alfabetizzazione digitale.
Il progetto del Mobile Information Litarcy (MIL), sviluppato dal MBAPF e dall’Università di Washington per il Myanmar, contiene sette moduli sull’utilizzo consapevole di internet, tra i quali la ricerca sul web, l’utilizzo dell’email e la possibilità di lavorare online grazie al web.
Con l’entrata in scena di Facebook, la situazione dovrebbe ulteriormente migliorare: verranno infatti presto inseriti altri tre moduli che presteranno maggiore attenzione all’utilizzo consapevole del social network. In particolare ai cittadini birmani verrà insegnato come riconoscere le fake news e lo sviluppo del pensiero critico rispetto alle tante informazioni che circolano sul web. “Siamo molto entusiasti di collaborare con Facebook per offrire corsi di alfabetizzazione digitale nei nostri centri abitati” ha dichiarato il dr. Thant Thaw Kaung, Executive Director del MBAPF. “È un programma molto importante che aiuterà le nostre comunità in tutto il Myanmar a diventare cittadini digitali e ad essere informati nel XXI secolo”. Attraverso questo programma, più di 4mila persone potranno utilizzare i suddetti moduli per acculturarsi del mondo del web.

L’azione di Facebook è con ogni probabilità da leggere in termini di recupero della reputazione: infatti il social network di Zuckerberg ha indirettamente favorito diverse forme di discriminazione. Circa 18 milioni di persone hanno utilizzato il social come unica fonte di informazione e la presenza online delle numerose campagne d’odio verso i Rohingya non hanno fatto altro che aumentare i problemi nell’intero Paese, già fiaccato da povertà, isolamento economico e problemi di crescita. In altre parole a Menlo Park non si sono accorti, o probabilmente hanno ignorato o non segnalato agli organi competenti, quanto stava accadendo sulle proprie pagine. L’ammissione di colpa da parte dell’azienda ha reso la situazione un po’ meno complicata, almeno per il colosso statunitense: “Avremmo potuto e dovuto fare di più” ha affermato Alex Warofka, responsabile delle politiche di Facebook.

 

Fonti

https://www.theguardian.com/technology/2019/feb/07/facebook-myanmar-genocide-violence-hate-speech
https://newsroom.fb.com/news/2019/03/digital-literacy-in-myanmar/
https://www.ilpost.it/2018/11/07/facebook-ha-ammesso-di-avere-sbagliato-in-myanmar/

Foto CC-2.0 by Anthony Quintano


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