Il progetto ClinicApp: innovazione e blockchain a supporto della salute delle persone


Lucia Saulle, Project Manager di ClinicApp, ci racconta lo sviluppo di un’idea per supportare i pazienti nella gestione delle cartelle cliniche in modo innovativo

di Mirko Malgieri

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Innovazione Sociale

L’attuale emergenza sanitaria e le soluzioni innovative che makers, aziende, industrie e startup stanno approntando in queste settimane per farvi fronte sottolineano in maniera marcata quanto la tecnologia e l’innovazione possano essere preziose se impiegate e sviluppate in ambiti delicati come quello sanitario. Questa consapevolezza non deve ovviamente essere circoscritta solo a contesti emergenziali: alcune esigenze e criticità riguardanti la sfera della salute continueranno infatti ad esistere nella quotidianità di migliaia di persone anche quando l’emergenza Covid-19 sarà solo un brutto ricordo.

È in quest’ottica che Lucia Saulle giorno dopo giorno sta concretizzando il progetto “ClinicApp”, un’applicazione adatta a qualsiasi fascia d’età, che consente di avere la propria cartella clinica sempre a portata di smartphone.

Lucia, come nasce “l’idea ClinicApp”?

L’idea è nata all’interno del corso Four Steps to Entrepreneurship promosso dal Laboratorio di Imprenditorialità (ImprendiLab) dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Noi tre fondatrici (Lucia Saulle, Maria Lucia Martini e Maria Antonietta Lauria n.d.r) ci siamo ritrovate e identificarci all’interno di uno stesso problema: aiutare le persone a gestire meglio la propria salute e il proprio benessere, consentendo loro di accedere a informazioni “vitali” da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento.

In queste settimane ci siamo resi conto di quanto l’innovazione e la tecnologia in ambito sanitario possano rivelarsi dei fattori fondamentali: che apporto può dare il vostro progetto all’attuale emergenza?

In realtà è proprio questa emergenza sanitaria che ci ha spinto ad andare molto più veloce sullo sviluppo e implementazione della nostra idea. ClinicApp è un’applicazione per smartphone e tablet, adatta a qualsiasi fascia d’età, che consente di avere la propria cartella clinica sempre con sé. Per quanto riguarda la protezione dei dati personali, ClinicApp utilizzando il sistema delle blockchain per la tutela dei dati ed avendo come users dei pazienti, risulta unica nel suo genere e l’impiego di questa tecnologia garantirebbe non solo la protezione dei dati sensibili, ma eviterebbe anche attacchi hacker come è avvenuto e sta avvenendo su siti istituzionali.
L’idea nasce dall’esigenza di superare problemi che accadono nel quotidiano: dimenticare documenti; ripetere esami clinici; mancanza di privacy dei dati, difficoltà nel prenotare esami diagnostici. L’utilizzo di ClinicApp si è dimostrato necessario anche e soprattutto in questo contesto storico determinato dalla diffusione rapida e pericolosa del “Covid 19”. Infatti, uno degli ambiti di applicazione di ClincApp è la prevenzione del rischio biologico e la sorveglianza sanitaria in alcuni settori in cui gli operatori sono particolarmente esposti ad agenti patogeni (batteri, virus, parassiti), oltre alla diffusione di informazioni utili a persone che potrebbero potenzialmente essere soggetti a rischio. Inoltre, grazie all’impiego di algoritmi di intelligenza artificiale, sarà possibile mappare soggetti più a rischio come anziani e persone con patologie varie e monitorare i luoghi più pericolosi sempre nel pieno rispetto della privacy. Il rischio di contrarre malattie esiste per tutta la popolazione, ma negli ambienti chiusi come i servizi sanitari e assistenziali, nei reparti ospedalieri, ecc.. lo è ancora di più, dove la contiguità delle persone è sicuramente maggiore, soprattutto per alcune tipologie di malattie.
Le caratteristiche di ClinicApp possono così riassumersi: raccolta, sempre aggiornata, della documentazione clinica di un individuo e di tutta la documentazione sanitaria per la gestione e il monitoraggio delle informazioni cliniche personali, comprensive di dati vitali utili per il primo soccorso; possibilità di avvicendamento dei caregivers nell’accompagnamento dell’utente; rispetto e tutela della privacy attraverso il sistema delle blockchain; possibilità di accesso ai servizi sanitari, interazione con le strutture sanitarie, prenotazione di visite specialistiche, condivisione di dati clinici con gli specialisti di riferimento e molto altro.

Il vostro è un progetto che, al di là della crisi generata dal Covid-19, si pone come uno strumento adatto alla “normale” quotidianità delle persone: a che punto siete con lo sviluppo?

Ci troviamo nella cosiddetta fase di test: abbiamo messo a punto la nostra proposta di valore validandola con tutte le informazioni necessarie attraverso interviste con coloro che saranno i nostri early adopters e in più, proprio in questo contesto di emergenza, abbiamo avuto modo di confrontarci con i vari players coinvolti, al fine di rendere efficace la nostra idea. Entro l’estate avremo la versione beta e a settembre prevediamo il lancio definitivo dell’App, in concomitanza della nostra partecipazione alla Startcup Lazio 2020, sperando di accedere così al Premio Nazionale per l’Innovazione. Sicuramente ClinicApp rappresenterà una soluzione tecnologicamente valida per gestire nel futuro prossimo le nostre necessità sanitarie con l’impiego del digitale. Ovviamente, siamo anche alla ricerca di investitori. Trovare qualcuno che possa credere nella nostra idea ora velocizzerebbe -e non poco- il nostro ingresso sul mercato.

A tal proposito, che percorso avete intrapreso nella realizzazione di ClinicApp? Vi siete confrontati con Istituzioni, Enti Pubblici o con acceleratori?

Il team è composto da professionisti che operano in settori pubblici diversi: da quello sanitario a quello giuridico e, grazie al loro prezioso contributo, abbiamo avuto modo di aprire un dialogo con le amministrazioni di appartenenza e verificare l’interesse da parte di queste ultime alla sperimentazione di ClinicApp. Inoltre, dopo la vittoria della startup competition FSTE – Lazio Innova, presso lo Spazio Attivo Ferentino, avvenuta lo scorso 30 gennaio, abbiamo ricevuto alcune offerte che stiamo valutando attentamente. Come già detto però, avere ora il supporto di un acceleratore, dopo aver concluso brillantemente un programma di incubazione con l’Imprendilab rappresenterebbe veramente tanto per noi.


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