Cina: ecco il turismo sostenibile per i disabili


La startup Rare& Roll sfida le convenzioni sociali e offre opportunità finora impensabili per i diversamente abili. Ecco il “turismo accessibile”.

di Simone Di Sabatino

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accessibilità

Viaggiare è una delle cose più belle al mondo. Ci permette di conoscere nuovi luoghi, nuove culture, nuove persone, accresce il nostro sapere e stimola la curiosità. Viaggiare però non è cosa per tutti, e non stiamo parlando di soldi. In Cina ad esempio la situazione è piuttosto difficile: i disabili infatti vivono severe limitazioni nella vita di tutti i giorni e per loro viaggiare diventa molto complicato. Secondo alcune stime sono 83 milioni i diversamente abili in tutto il Paese ma non è facile vederne nei luoghi di comune incontro. Nelle strade, nei ristoranti, nei parchi, a lavoro, nei supermercati i disabili sono pochi, anzi pochissimi. In Cina i disabili vivono ai margini e spesso hanno difficoltà ad uscire dalle loro quattro mura. Ad abbattere le barriere, è proprio il caso di dirlo, ci ha però pensato Ji Xun, una giovane donna che sin da piccola è costretta, a causa di una patologia degenerativa, sulla sedia a rotelle. La donna infatti ha fondato una sua startup, Rare & Roll, che ha come obiettivo quello di dare una possibilità a chi, come lei, ha difficoltà nel viaggiare aprendo al turismo accessibile. I disabili “sono rinchiusi in case e appartamenti senza accessibilità, nessuno li aiuta a uscire e andare a scuola” ha spiegato.
I disabili emarginati e l’accesso all’educazione

I disabili emarginati e l’accesso all’educazione

Anche i disabili devono viaggiare. Questo è quello che vuole Ji Xun e così, con tanti sacrifici, ha deciso di investire in una impresa tutta sua che possa far viaggiare i disabili per tutta la Cina. “Le persone con disabilità devono poter viaggiare come tutte le altre” sottolinea. L’idea le è venuta quando è arrivata a Los Angeles per un master post universitario. Qui, per la prima volta in vita sua, ha visto una “comunità aperta e tollerante” e le è stata offerta una sedia a rotelle elettrica con la quale era libera di muoversi da sola per tutto il campus, privo ovviamente di barriere architettoniche. In California Ji Xun non si è sentita diversa, non è stata guardata con occhi giudicanti ed ha pensato che avrebbe dovuto fare qualcosa anche per il suo Paese. In Cina infatti i disabili sono reietti della società, considerati inferiori e ncapaci. Nelle zone rurali poi la situazione è ancora più complicata: Ji, che viveva in campagna, ha trovato numerose difficoltà anche a scuola, dove il preside non voleva ammetterla proprio a causa della sua invalidità. La sua perseveranza, insieme all’affetto dei genitori, le ha permesso di superare brillantemente tutti gli esami e di arrivare fino alla laurea. Nel Paese orientale l’accesso all’educazione per i disabili è a dir poco difficile e secondo una recente statistica circa il 40% dei diversamente abili cinesi è analfabeta.

Nonostante il suo rapido sviluppo economico la Cina non è riuscita a portare avanti un paritario sviluppo del welfare. La ricchezza generata ha quindi sì contribuito ad un aumento della qualità della vita ma questa non ha sempre apportato benefici a tutte le fasce della popolazione. Ma la Cina non è la sola a dover fronteggiare questo tipo di problemi. Anche in diversi altri Paesi infatti il gap tra ricchi e poveri è ancora molto marcato e i nuovi modelli di business e l’innovazione digitale hanno incluso gli interessi dei disabili, ad esempio, solo in una piccola parte del progetto di sviluppo. Se uno Stato vuole crescere in maniera egualitaria ha bisogno di utilizzare il progresso per soddisfare anche le esigenze delle minoranze e delle fasce di popolazione più sfortunate come appunto i disabili.

Turismo accessibile, ecco come funziona Rare & Roll

Dopo l’esperienza negli Stati Uniti Ji Xun ha viaggiato in più di 20 Paesi ammirando posti incantevoli: ha preso treni, aerei, autobus, ha visitato il deserto in Marocco ed è addirittura diventata traduttrice per la Lonely Planet. Con Rare & Roll vuole rivoluzionare il concetto di viaggio per i disabili cinesi e sta raccogliendo tantissime adesioni di persone con disabilità che vogliono viaggiare. Si tratta in sostanza di una sorta di tour operator per diversamente abili ma le sfide sono ancora all’ordine del giorno. Ji infatti trova molta difficoltà nell’educare hotel, musei e siti storici nell’accogliere i disabili. Ci sono infatti barriere architettoniche ovunque, gli ascensori per disabili sono un miraggio e la diffidenza è ancora tanta, sebbene “qualche anno fa le strutture rifiutavano le persone con disabilità, ora ogni nuovo cliente è buono” afferma la donna.
Il suo progetto è attualmente sostenuto da Enat (che si occupa proprio di turismo accessibile) e da Booking e uno degli obiettivi è quello di ottenere una certificazione per le strutture che siano accessibili per i disabili. Ji sta provando a sensibilizzare governo e opinione pubblica sul tema ma a strada è ancora lunga.

 

Fonti

https://www.hrw.org/news/2013/09/17/chinese-children-disabilities-denied-access-education

https://www.sixthtone.com/news/1002997/chinas-tourism-industry-must-accommodate-disabled-tourists


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