Meriti, competenze e professionalità: l’8 marzo come inno all’equità


Nella Giornata internazionale della donna ricordiamo le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne. Ma la strada per la parità di genere è ancora lontana.

di Simone Di Sabatino

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Innovazione Sociale

Tornano le celebrazioni e le iniziative in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna. Una data che veniva festeggiata già da tempo in diversi paesi per ricordare il ruolo fondamentale delle donne nel mondo e che nel 1977 ottenne anche l’endorsement dell’ONU che chiese agli stati di dichiarare un giorno all’anno per ricordare i diritti delle donne. Fu scelto appunto l’8 marzo come data ufficiale proprio perché già consuetudine in numerosi paesi membri.

Sono numerose le iniziative organizzate in tutto il mondo per festeggiare l’8 marzo, una data che celebra le donne, rivendica i loro i diritti e soprattutto cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema al fine di aver un mondo più equo. Ancora oggi purtroppo sono tante le discriminazioni che vengono effettuate contro le donne e le minoranze. Un gap culturale e valoriale da combattere con la cultura e con la formazione, cardini di una società che fa del progresso morale e dell’etica il suo credo.

Il web, spesso divulgatore di discriminazioni verso le donne, sta lentamente invertendo la rotta assumendo un ruolo significativo per promuovere  progetti e iniziative che mirano a rendere il mondo un luogo senza barriere di genere. Uno dei più conosciuti è forse “I am remarkable” di Google, una iniziativa che ha come obiettivo quello di promuovere la parità di genere e che consente a donne e a gruppi di minoranze di “celebrare i propri risultati sul posto di lavoro e oltre” come si legge sul sito dedicato. L’iniziativa di Big G si avvale anche di numerosi workshop che vogliono “sfidare la percezione sociale intorno all’autopromozione”, incontri che hanno avuto un ottimo riscontro di pubblico e interesse anche lo scorso anno.
 

I colossi tech stanno scendendo in campo, chi più chi meno, per permettere di migliorare la percezione errata che in molti hanno riguardo se stessi e gli altri, in particolare sul luogo di lavoro. Qui infatti, nelle cosiddette democrazie occidentali, è ancora significativa la disparità di genere e la discriminazione che troppo spesso viene fatta sulle donne.

Tale gap viene evidenziato anche nel settore tecnologico e scientifico e, come sostiene “Women in the Digital Age", studio della Commissione Europea, il divario della partecipazione tra uomini e donne nel settore digitale è addirittura aumentato. Si calcola infatti che il rapporto tra uomini e donne in questi settori sia di 4 a 1. E' fondamentale, in un mondo civile, che le donne abbiano le stesse possibilità degli uomini e non siano discriminate. In tal modo sarà possibile raggiungere obiettivi senza limitazioni di sorta e per tracciare nuovi percorsi per un futuro migliore.

Per tale ragione anche il WMF, non solo in occasione dell’8 marzo ma durante tutto l'anno attraverso varie iniziative e progetti, si impegna per promuovere un mondo più equo e per abbattere le barriere di genere del settore tecnologico, dando spazio a meriti, competenze e professionalità delle donne attraverso iniziative come ad esempio “Women in Tech”, alle quali partecipano donne innovatrici e professioniste di numerosi settori.

Nel corso degli anni sono state numerose le Women in Tech che hanno calcato il palco del WMF, da Chiara Cocchiara di Eumetsat a Francesca Rossi di IBM, da Anna Grassellino – eletta donna dell’anno nel 2020 da “D – La Repubblica” ad Alessandra Sciutti di IIT, dalla scrittrice Sarah Kaplan a Francesca Vecchioni di Diversity, passandro per Luisa Impastato, Federica Angeli e Floriana Bulfon, donne impegnate nela lotta alla mafia e nella promozione della legalità.  

Non solo 8 marzo dunque: per raggiungere la parità di genere – uno degli obiettivi dei Sustainable Development Goals dell’Agenda 2030 dell’ONU, è necessario ricordare ogni giorno l’impegno e il valore aggiunto delle donne, al fine di avere una società più inclusiva che possa valorizzare il contributo del singolo, indifferentemente dal suo genere, dalla sua etnia, dalla sua religione.

 

Fonti

https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/84bd6dea-2351-11e8-ac73-01aa75ed71a1

https://iamremarkable.withgoogle.com/

https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_internazionale_della_donna

 


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