A pieno respiro

"Contribuire alla costruzione di un presente e di un futuro migliore per la società è l'obiettivo che dovrebbe stare alla base di ogni singola azione".

È "A pieno respiro", la campagna di fundraising che è stata inaugurata in occasione del Web Marketing Festival e con cui, anche grazie al vostro aiuto, abbiamo sostenuto e contribuiremo a sostenere la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica.

Una campagna che racchiude più aree, dal mondo della musica a quello del Web Marketing, articolandosi in una serie di iniziative che si sono svolte prima e durante il Festival e altre che proseguiranno anche dopo la due giorni.

A pieno Respiro



Iniziative



Contest fotografico
"A pieno respiro" 

Dal 28/06 al 6/07

CD del brano
"A pieno respiro" 

8 e 9 luglio

Calendario "Aspettando il WMF17... a pieno respiro" 

8 e 9 luglio

Iniziativa
"Una nota, un respiro" 

Dal 10/07 al 31/12


Grazie a voi sono stati raccolti



4805,70€


“La musica ha da sempre accompagnato il percorso di vita affrontato sino ad oggi. Di pari passo, il "sociale" è sempre stato il contenitore di ogni passione: poter contribuire alla costruzione di un presente e di un futuro migliore per la società è l'obiettivo che dovrebbe stare alla base di ogni singola azione. Sin da bambino queste due "corde dell'anima" hanno suonato insieme e, nel corso degli anni, ho cercato di declinarle in ogni sfera esistenziale, dal lavoro a quella personale. Le persone con cui ho condiviso e continuo a condividere tutto ciò sono molteplici. Con una in particolare, Domenico, sin dai primi pezzi suonati insieme da ragazzi coltivavamo il sogno di scrivere un brano per contribuire a fare del bene. Lui è divenuto un cantautore e io ho riposto, negli angoli più remoti dell'animo umano, la passione per la composizione. Tuttavia abbiamo sempre continuato a coltivare insieme quel sogno. Domenico è diventato papà di un bellissimo bambino affetto da fibrosi cistica. Da allora, ha nascosto la penna, ha accantonato il pianoforte: la sua voce, insieme a quella di sua moglie Carmen, ha iniziato a intonare ninne nanne per il loro piccolo-grande Gioele. Come spesso accade, però, queste esperienze danno una carica particolare. Trasmettono un'energia a tutti coloro che sono ben predisposti a riceverla. E allora ho chiamato Domenico dicendo: "Dome, il sogno non lo abbandoniamo, anzi: prendiamo uno dei tuoi pezzi e organizziamo una raccolta fondi per la fibrosi cistica". Domenico ha esitato solo per un istante: il tempo di decidere, assieme a Carmen. Dopo pochi instanti era già in fermento. Quello che però ha fatto di tanto straordinario è stato comporre, in meno di 24 ore, insieme a Remo - amico e arrangiatore - un brano appositamente scritto per questa iniziativa. Il pezzo, dal titolo "A pieno respiro" ha ispirato la campagna di fundraising composta da molteplici iniziative connesse al Web Marketing Festival e che si protrarranno nel corso del 2016. L'importo che riusciremo a raccogliere sarà interamente devoluto alla Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Speriamo di riuscire, insieme, a contribuire alla soluzione di questa malattia tanto sconosciuta e altrettanto diffusa. Speriamo di riuscire, insieme a voi, a realizzare il nostro sogno che è in realtà il sogno di molte persone.

Prima di lasciarvi alla canzone, ecco alcuni estratti del diario di Carmen. Il pezzo trasmette un messaggio positivo, le parole di Carmen tutta la dolcezza di una madre che sta per affrontare un percorso sconosciuto. 

Cosmano Lombardo

Fine Agosto 2015

Amore della mamma sono passati quasi 4 mesi dalla tua nascita e con te è nata una nuova me, una vita diversa, impegnativa... 
essere mamma è un lavoro totalizzante! 
Quando eri nella pancia spesso ti parlavo, immaginavo come saresti stato, a chi saresti somigliato, ma non arrivavo ad immaginare la tua luce e il tuo sorriso. Ricordo ancora il giorno in cui sei venuto al mondo. Ho un bel ricordo, sai? Tuo padre mi è stato tanto vicino, abbiamo fatto un lavoro di squadra tutti e tre. Mi teneva la mano, tu spingevi per uscire e quando l’ostetrica mi ha detto: “Tendi le braccia!” Ti ho afferrato con le ultime forze che mi erano rimaste e ti ho posato sul mio petto. Con la faccina rivolta verso di me strillavi forte e io ti sussurravo paroline dolci per calmarti… Ero incredula, un esserino così piccolo e perfetto…una gioia grande… Mi sono stupita di non essere riuscita a piangere, la mia era gioia e stupore, quasi incredulità di essere riuscita a darti alla luce... Ricordo la musica nelle orecchie per farti sentire che ero con te e farti agitare per uscire…ricordo le luci soffuse prima che uscissi... l’ostetrica che diceva: “Ha i capelli biondi! Dai che ci sei, spingi!” Ricordo di aver chiesto: “E’ sano?” e lei: “Apparentemente si” e io rimasi un po’ perplessa…Ricordo il tuo papà che ti tagliava il cordone ombelicale. Ricordo di aver dimenticato cosa fosse il pudore davanti ad alcuni medici e paramedici che entravano in sala parto. Non ti puoi permettere la vergogna quando stai per diventare mamma. 
Pensavo che il parto sarebbe stato il momento più difficile e che dopo sarebbe stato tutto, più o meno, in discesa o almeno gestibile. Mi sbagliavo. L’epidurale, seppur blanda, mi ha aiutato a godermi il momento... il postparto è stato più doloroso, fisicamente e psicologicamente. Dopo 24 ore ti hanno portato via da me per un controllo. Non facevi la cacca. Non pensavo fosse così grave. Avevamo passato la notte insieme. Mi muovevo a fatica, ma ti volevo nel letto con me per guardarti, osservarti…eri così bello e buono! Distrutta dal sonno, ma tanto innamorata del mio bambino! 
Ileo da meconio. Ricordo di aver cercato su internet informazioni e di essere impietrita davanti alla possibile spiegazione di fibrosi cistica. Ti hanno operato d’urgenza e il nostro cuore si è letteralmente liquefatto. Sono seguiti mesi di ospedalizzazione e diversi interventi all’intestino. Incredulità e shock iniziale... nessun caso in famiglia... come è possibile? Eri in neonatologia e il tuo papà non ti ha lasciato un attimo... io mi sono fatta dimettere prima per poter venire a farti visita, seppur dolorante…che pena! Amore mio! Eri la cosa più bella che io abbia mai visto e non riuscivo ad accettare l’idea che tu fossi penalizzato in partenza da questa malattia genetica. La tua è stata una partenza in salita. Hai dimostrato una forza incredibile, una voglia di vivere che dava forza anche a noi. Non ho compreso da subito quanta forza poteva abitare dentro un corpo dolorante, come il mio nel post-parto, quando un figlio ha bisogno di te. E quanto potente possa essere un amore che ti lega a lui, capace di scatenare le forze più incontrollabili che abbiamo dentro. Mi dicevano che tu sentivi il mio dolore, per questo mi sforzavo di sorriderti, di apparirti serena nella voce, nei gesti… pur così piccolo percepivi già tutto. 
Hai tirato fuori delle cose di me che non sapevo di avere. (...)

4 Ottobre 2015

Caro Gioele,
siamo in stanza nel reparto di neonatologia lattanti dell’ospedale dove 3 giorni fa ti hanno operato per la 4^ volta per ricanalizzarti. Eri a digiuno dalle 6 del mattino quando hai bevuto un po’ del mio latte. Entrato in sala operatoria alle 13, stremato dalla fame in braccio a papi. Io non ce l’ho fatta ad accompagnarti, avevo paura percepissi la mia ansia. Ti ho sussurrato delle paroline quando ancora sonnecchiavi e ti ho consegnato tra le braccia di papà. E’ entrato lui con te in sala e dice che sei stato bravissimo. Nonostante la fame non piangevi, lo guardavi fisso negli occhi e con la manina gli accarezzavi la barba, quasi a volergli fare coraggio. Tu al tuo papà. Secondo me avevi capito cosa stava per accadere, sei stato forte e coraggioso!


5 Ottobre 2015

Tanti mesi di sacrifici, mi hai insegnato ad essere paziente e fare le cose anche sgradite con il massimo impegno. Mi stai insegnando a lottare con fiducia pensando ad oggi e non a domani. Con te ho imparato a far fronte all’imprevisto senza perdermi nella disperazione, ma reagendo con celerità: quante volte si è rotta la placchetta della stomia prima di uscire di casa scombinando tutti i piani di di portarti fuori! Con amore e pazienza ti ripulivamo e poi il tuo sorriso ci ripagava di tutto. Ora, con questo intervento di ricanalizzazione non dovremmo avere questa incombenza, ne avremo altre, ma supereremo insieme la paura del domani.


Novembre 2015

...e mentre tu cresci figlio mio, io cresco come madre... 
Un tuo sorriso ripaga il mio sfinimento che in qualche modo è più dolce di tutti i piaceri della mia vita passata e insieme al tuo papà rinasco ogni giorno in un tuo sguardo innamorato... Vi amo con una intensità alla quale la vita, fino ad ora, non mi aveva preparata... l’amore che conosce il segreto di arricchirsi donando...


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